7 tipi di volontari SVE

 

Tra le tante esperienze all’estero che si possono fare, lo SVE (Servizio volontario europeo) è una di quelle che unisce formazione e lavoro: si tratta di un periodo, dai due mesi ai dodici, in cui si vive all’estero e, lavorando, si migliorano conoscenze già acquisite con lo studio, si conoscono nuove culture e, a volte, nuove lingue.

Essendo un progetto rivolto ai giovani dai 18 ai 30 anni, le tipologie di persone-volontari che si possono incontrare sono molte: ne ho avuta esperienza diretta e vi presenterò quelle più frequenti!

  1. Il nazionalista in trasferta e il denigratore della madre patria: sono l’uno l’opposto dell’altro. C’è sempre almeno un volontario che passa il tempo ad elogiare quanto il suo Paese sia migliore di quello in cui si trova al momento. Dai mezzi pubblici alla connessione internet, tutto nella sua madre patria funziona meglio. Così come c’è sempre un volontario che del proprio Paese non rimpiange assolutamente nulla, anzi! Il suo sport preferito è lamentarsi e denigrare lo Stato di provenienza, tanto da farti domandare “scusa, ma da dove cavolo arrivi?”. Di solito da un Paese normale, ma la lamentela è il passatempo più praticato del mondo.
  2.  Il social: Instagram, Facebook, Snapchat, lui è ovunque sempre e comunque! Il social del gruppo di taggherà ogni cinque minuti in foto, video e storie per rendere partecipi tutti i suoi amici di quanto se la stia passando bene. Il lato positivo è che ti risparmierà la fatica di scattare foto, puoi usare quelle in cui ti ha taggato lui!
  3. L’asociale: Lui non solo non sa cosa siano i social network, ma nemmeno un pub, o almeno non è interessato ad integrarsi. In casi estremi l’asociale non riesce ad avere rapporti nemmeno con i suoi coinquilini: non esce, non beve, non condivide nulla di se stesso con nessuno del gruppo. L’unica domanda che ti possa venire in mente quando hai a che fare con questa tipologia è… “ma che diavolo ci fai qui?” Non lo sa nemmeno lui.
  4.  La ricercatrice/il ricercatore d’amore: questa casistica, ahimè, riguarda più spesso noi donne, si tratta di una persona che spera di trovare l’amore della sua vita all’estero e si impegna caparbiamente in questa missione. Trasforma le avventure in tragedie che al confronto Romeo e Giulietta sembra una storiella a lieto fine. Tendenzialmente tu sarai la persona prescelta per ascoltare l’ennesimo fallimento della missione. Consiglio personale: bevici su! Ma talvolta (raramente) la ricercatrice/il ricercatore ha successo, così lei/lui e il proprio partner si evolvono in la coppietta. La coppietta è solitamente di nazionalità mista e tende ad isolarsi un po’ dal resto del gruppo. Tra parentesi, rischio enorme: se si fa parte dello stesso progetto, questo significa che si lavora insieme, si esce insieme con la stessa compagnia e, in casi estremi, si vive anche nella stessa casa… Fate attenzione!
  5. L’alcolista: fare festa durante uno SVE capita, e abbastanza spesso, ma c’è lo stacanovista dell’alcool. Lui o lei hanno una capacità di sopportazione che gli permette di passare dalla birra alla palinka o all’assenzio con la stessa facilità con cui tu ti fai la doccia. Per l’alcolista non esiste l’ultimo bicchiere, è solo una leggenda creata per i deboli.
  6. Il viaggiatore solitario: non è un asociale, tutt’altro, solo che preferisce viaggiare da solo e si dimentica di avvertire gli altri. Ogni tanto vi capiterà di vederlo sparire e riapparire alcuni giorni dopo, e al vostro “ma dov’eri?” risponderà con molta innocenza che pensava di avervi avvisati… Arrendetevi adesso.
  7. I bora bora seriali: bora bora è un termine che viene usato quando in un contesto internazionale alcuni soggetti provenienti dallo stesso Paese si limitano a parlare tra di loro nella loro lingua madre, escludendo tutti gli altri. È una caratteristica prevalentemente italiana: per quanto il vostro inglese possa essere limitato, cercate di evitare il bora bora seriale, siate open minded!

Cecilia Marangon