“Quando c’era LVI”, il fumetto sul Duce di Antonucci, Fabbri e Perrotta

Dietro al fumetto satirico edito da ShockdomQuando c’era LVI” troviamo il duo Daniele Fabbri e Stefano Antonucci, già autori dei fumetti “Gesù – la trilogia” e “V for Vangelo”, con i colori di Mario Perrotta. Il primo numero venne presentato in anteprima al Romics nella primavera del 2016 ed ora, conclusa la pubblicazione con il quarto numero all’inizio del 2017, torna in libreria e in fumetteria con la raccolta in un volume unico.

È l’italica storia del ritorno di Benito Mussolini, resuscitato da alcuni militanti di destra di Casa Povnd e da un centenario ex ufficiale SS e scienziato “esperto di genetika”. Ma ecco il dramma: un errore nella procedura e il Duce torna, sì, ma nero! In una battaglia politica e mediatica portata avanti a suon dei like di utenti nostalgici dei treni che passano in orario e canali youtube che intrattengono con “littorio entusiasmo” e con, giustamente, l’individuazione di un nuovo “nemico”, il Duce raccoglie followers e consensi senza arrestarsi.

Da segnalare assolutamente sono le copertine, semplici quanto belle, tra un Duce con il saluto romano ma stampato al contrario e quindi a testa in giù e un Duce seduto su un trono di fasci dorati invece che di spade. Anche la copertina del volume unico, con un Duce versione Duca Bianco, è degna di merito. Senza contare che, all’interno dei numeri, oltre alla storia sono presenti degli inserti bonus, quali “C’è Posta per LVI”, le vignette “Risate a reni spezzate”, il “Moschettolibro” (parodia di Facebook) e, soprattutto, i due colpi di genio: la rubrica “Disimpara l’inglese col DVCE” che traduce parole di origine straniera in italiano (come “mixer” rinominato “rimescolatore” e “snuff movie” in “riprese alla Matteotti”) e la pubblicità di “Panda Pound”, le sorprese dell’ovetto Kinder, che comprendono “Otto Complotto”, “Lorella Sentinella” e “Fabio Foiba”.

Il terzo numero, purtroppo, un po’ rovina l’andamento generale di tutta la storia, ma è un calo che dura poco grazie al quarto numero che rialza l’asta. Il fumetto, che strizza l’occhio al romanzo e poi film “Lui è tornato”, riporta su carta caricature di politici italiani e non solo. Non sembrano essere state gradite da tutti, queste caricature, se pensiamo che l’uscita del primo numero venne accompagnata dall’episodio del “lancio della Coca Cola” sui fumetti per opera di una persona riconducibile agli ambienti di Casa Pound durante il Romics dello scorso anno.

Sicuramente la lettura di questa storia può portare a più di una riflessione, da quelle di una latente nostalgia fascista in Italia all’utilizzo dei social media nel nostra società. Ma qualsiasi sia la chiave di lettura che si voglia analizzare, c’è una cosa da tenere ben presente: è satira e come tale bisogna proteggerla in quanto manifestazione della libertà di pensiero, ma non siamo obbligati a farcela piacere o a divertirci con essa. Anzi. Ed è un qualcosa che bisognerebbe sempre avere chiaro in testa quando si leggono opere come “Quando c’era LVI” per non scatenare sui social discussioni sterili come avviene, puntualmente, ad ogni copertina di Charlie Hebdo – che era così anche prima dell’attentato da loro subito, ma ahimè, poco importa se ora che sono “tristemente famosi” vanno a criticare l’italica nazione -.

Emilia Scarnera