Cos’è lo Youth Exchange

Tra i diversi progetti e programmi dell’Unione Europea uno dei più intensi è lo Youth Exchange.

Si tratta un periodo che va dai 5 giorni alle due settimane a cui possono partecipare i giovani dai 16 ai 35 anni, nel quale ci si concentra su una tematica specifica e con metodi di formazione non formale si condividono le opinioni e le esperienze per cercare una soluzione possibile.

Ad inizio aprile ho personalmente partecipato ad uno Youth Exchange, la cui prima parte si è svolta nella città di Ada in Serbia, mentre la seconda a fine maggio qui a Nyiregyháza (Ungheria), dove sto vivendo. Il tema scelto era la disoccupazione giovanile nei paesi dell’Unione Europea; i paesi partecipanti erano Italia, Ungheria, Serbia, Germania, Olanda e Spagna.

È stato divertente rendersi conto di quanto problematiche condividiamo noi italiani con gli spagnoli, mentre ho scoperto con una certa sorpresa la diversità del sistema olandese.
Chiaramente chiedere a 25 ragazzi di trovare la soluzione al più grande problema della nostra generazione è pressoché impensabile. Eppure a modo suo il tutto può funzionare!

Condividere i problemi e spiegare a vicenda le soluzioni e le dinamiche realizza uno dei massimi obiettivi dell’UE: creare la comunità europea, quella vera, quella che elimina le distanze fisiche e mentali, favorendo la comunicazione, l’incontro e la risoluzione dei conflitti. Il tutto in un ambiente protetto, guidati da trainers ed organizzatori, senza alcuna ansia da prestazione e godendosi i giorni con persone che alla fin fine sono tuoi amici.

Molti dei progetti europei mirano all’integrazione, alla condivisione, ma la peculiarità dello Youth Exchange è l’intensità: in due settimane vivi 24 ore al giorno con persone che non hai mai visto prima, condividi con loro le stanze, le attività, i pasti, le paure e i dubbi. La concentrazione di emozioni che si realizza in quei pochi giorni è qualcosa che resta ben oltre il progetto in sé.

Non so se le soluzioni e le idee che abbiamo discusso durante queste due settimane ci cambieranno la vita, se ci permetteranno di affrontare il mondo del lavoro in un altro modo più efficace; ma per certo so che quello che ho imparato non mi lascerà.
Per questo e per altri programmi che ci consentono questo tipo di esperienze: grazie Europa.

Cecilia Marangon