Viaggio nell’emozione del colore

Poco tempo fa noi di The Password abbiamo avuto modo di visitare parte della mostra “L’emozione dei COLORI nell’arte” organizzata alla GAM-Galleria d’Arte Moderna (visitabile fino al 23 luglio), e io ho deciso di riportarvi immagini e riflessioni.

Senza dubbio la scelta delle opere è apprezzabile, perché in tutte si può riconoscere una capacità significativa nel valorizzare appieno l’utilizzo del colore. Personalmente, tuttavia, ho trovato il percorso proposto poco conforme al titolo della mostra: più che un’analisi basata sulle capacità espressive delle opere in relazione al colore, risultava un viaggio incentrato sugli artisti. La vera protagonista appariva quasi la biografia, condensata in cartellini stracolmi di informazioni affiancati alle opere. Uno spazio maggiore invece avrebbe richiesto l’esposizione dei lavori artistici, in quanto è difficile sostenere l’impatto che comportano certe composizioni cromatiche se sacrificate in aree ristrette. Allo spettatore occorre una degna area di respiro per apprezzare le opere in modo completo: solo isolando mentalmente alcuni quadri sono riuscita ad intraprendere un percorso personale tale da emozionarmi. E’ proprio questa linea di pensieri che vorrei proporvi, affiancando alle opere che mi hanno maggiormente colpita qualche riflessione personale.

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Le tonalità si accostano, comunicano la propria essenza, influenzano quella degli altri, sono e si lasciano diventare. Così “I fiori che salutano la luna” di De Maria concedono lieti il proprio profumo al grande astro. La luna si affaccia alla terra e coraggiosa le s’avvicina lasciandosi le stelle (piccoli scherzi di luce) alle spalle. Offre ai fiori l’occasione di esprimersi in cromatismi inconsueti.

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“La piccola (e potentissima) mulatta di Matisse, nel blu che la circonda si risolve in una temibile divinità. Ecco il valore evocativo e spirituale del colore restituito efficacemente dall’artista. La bambina rimane sospesa in un mondo lontano, fissa lo sguardo in profondità e trapassa l’osservatore.

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Le forme svaniscono ed emerge lo sfogo coloristico e materico delle “Teste al sole” di Appel. Un “razzo” invadente che penetra lo sguardo e confonde. Sono spiriti che s’impongono, sentimenti archetipici che vogliono essere riconosciuti ed accolti. Un’esplosione di energia che trabocca densa e pastosa.

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Rothko, “Rosso su nero”, colore che fa precipitare nelle profondità del non tempo e nessun luogo. Non ci sono linee d’appoggio, cercandole gli occhi si spostano sul nero. Ancora “disorientamento fisico e paura dell’ignoto”, istintivamente lo sguardo torna al rosso ma l’esperienza puntuale si ripete.

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Fontana, “Attese”: ammetto i limiti del quadro ed in virtù di questi mi calo sicura negli abissi delle profondità cromatiche. Squarcio sulla tela. Si dischiude un fiore nuovo, la porta si apre su “l’infinito spazio della mente” ed “io e il colore siamo la stessa cosa”.

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Pace mistica, luce dorata che dona al mondo il colore, e dunque significato e dignità. Da questa emerge l’amico poeta di Klein.

Ancora blu:

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Termina in questo modo la mia esperienza: l’opera di Irma Blank nel “trionfo del blu che rimanda a tutto”.

Angela Calderan