TO eat&drink – Le patate di Poormanger

Poormanger è un gioco di parole: unisce la sonorità del dialettale “per” alla parola inglese “povero”, cosicché l’idea che ne risulta è “per mangiare cibi semplici”.

Difficilmente, pensando a un alimento povero ma appetitoso, non ci verrebbe in mente la patata: tubero originario dell’America meridionale, fu un vero e proprio salvavita durante il XVIII e XIX secolo, sfamando intere popolazioni, per lo più contadine. La scalata sociale della patata – troppo legata agli ambienti poveri – non fu immediata e cominciò solo nell’Ottocento.

La jacket potato (o baked potato) è una specialità culinaria inglese e scozzese (ma anche nordamericana), e consiste nel farcire la patata cotta nel forno con fagioli, formaggio a scaglie, carne affumicata, e altri ingredienti affini.

Di qui l’idea e la scommessa del ristorante torinese Poormanger: unire questa specialità anglosassone ai nostri prodotti tipici e genuini. Nascono così le patate cotte al forno con la buccia, incise sulla parte lunga, e farcite con stracchino, pomodorini, zucchine, coppa, fontina, gorgonzola, funghi, zucca (e tanto altro) di Poormanger. Il menù cambia a seconda della stagione, per garantire la freschezza dei prodotti con cui viene farcita la nostra patata.

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Un’esperienza culinaria, se non l’avete ancora provata, assolutamente da fare. Il volume e la sostanziosità delle patate – unite con la ricchezza della farcitura – vi spiegheranno perché era l’alimento prescelto a sfamare gli affamati e i poveri. Ma se non vi sentite ancora sazi terminato il pasto, anche i dolci del ristorante meritano un po’ di attenzione. La scelta non è ampia, ma sono tutti gustosi e fatti in casa (noi di The Password ci sentiamo di consigliarvi la panna cotta).

Trovate il locale in via Maria Vittoria 36/B (accanto ad altri particolari ristoranti, come il Raviolhouse), aperto tutta la settimana con orari 12-15 e 19-23. Attenzione però: per garantire un servizio ottimale il ristorante non accetta prenotazioni (e, per la verità, quando ci siamo stati nemmeno le carte di credito).

Lo staff è disponibile anche per feste ed eventi: è possibile incontrare Poormanger in giro, in occasione di fiere e sagre, così come è possibile richiedere il medesimo servizio.

Per concludere: vi consigliamo un salto da Poormanger per l’originalità del connubio tra semplicità e ricercatezza, un’idea di ‘mangiare’ che non soddisfa solo il gusto o un bisogno fisiologico, ma anche la creatività. Non resta che scegliere una tra le tante patate.

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Silvia Gemme

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