Cezanne: l’amore e la coscienza della natura nell’arte

La montagna Sainte Victoire (1904-06)

Un capricorno,Cezanne. Egli infatti seppe riflettere con razionalità su ciò che gli impressionisti crearono con spontaneità.

La tela, nella sua bidimensionalità, può tradurre la concretezza della natura a modo suo e così andare oltre, restituendo “la monumentalità serena che rispecchia la vita intera del cosmo”.

Nelle architetture di Cezanne ogni elemento è opportuno, coerente e in organico accordo con gli altri. Il dipinto non è più copia, ma attraverso un proprio linguaggio è capace di dare un un’unica voce all’umano e alla natura, alla sensuale armonia che quest’ultima trasmette e alla poesia della coscienza.

Il cilindro, la sfera e il cono rappresentano i modi con cui l’uomo pensa lo spazio ma non lo spazio stesso; le parole definiscono gli oggetti ma non la loro concretezza e il colore di Cezanne riflette la favola della natura nella bidimensionalità della tela.

Una realtà “autonoma e parallela” a quella vera dove l’essere risulta concentrato nel suo contenuto cromatico. L’artista sapeva impadronirsi dell’immagine della natura e, attraverso un processo lungo e minuzioso, tradurla sulla tela senza spezzare l’armonia e l’autenticità dei rapporti che la definiscono.

Così, similmente a come recitava Baudelaire ne “La Charogne” (poesia che Cezanne amava), ogni elemento risalta allo stesso modo dell’altro: appare allo stesso modo partecipe, allo stesso modo valido ed essenziale alla riuscita della meravigliosa architettura generale.

Cezanne: la forza e l’indipendenza della pittura che nasce dall’umana rappresentazione della natura.

estaque.jpg
L’Estaque aux Toits rouges (1883-85)

Sarà facile allora emozionarsi davanti ai paesaggi all’Estaque: il celeste “aereo” del cielo, il mare azzurro e i tetti al sole che riflettono la luce del giorno. Il rosso, intenso e mai superficiale, s’appoggia al verde circostante e non lo contraddice. Gli elementi del paesaggio quasi parlano, “tutti presi dal loro intimo rapporto, pieni di cose da dirsi”.

tavolo da cucina

Sarà ancora più semplice commuoversi di fronte alle nature morte dipinte dall’artista. Non a caso Woody Allen nel film “Manhattan” parla di “quelle incredibili mele e pere dipinte da Cezanne” come una delle ragioni per cui vale la pena vivere.

Non si può pensare diversamente di queste meravigliose composizioni dove gli oggetti s’accostano, liberi si esprimono e con fiducia s’abbandonano l’uno all’altro. Tutto trova il suo posto, riposa e spicca intensamente sulla tovaglia bianchissima.

Cezanne attraverso i suoi dipinti ci riporta con violenza di fronte alla realtà che tante volte come lui abbiamo osservato. L’artista ora riesce a restituirla al nostro sguardo “come se tutto questo fosse facile sia da prendere che da dare”.

Angela Calderan

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