Molestie sessuali: da Hollywood al Parlamento europeo

Nelle ultime settimane decine di donne hanno trovato il coraggio di denunciare gli abusi e le molestie subite negli anni dal re di Hollywood, Harvey Weinstein, molestie ed abusi che si sono ripetuti per anni senza che nessuno dicesse nulla, nemmeno quando le vittime si confidavano con altri personaggi del mondo del cinema. La risposta che alcune di loro hanno ricevuto è stata “sì beh, è proprio da Harvey fare così”.

Poco dopo anche alcuni attori hanno confessato le molestie subite dal premio Oscar Kevin Spacey, violenze avvenute anche decenni fa, come nel caso del attore Anthony Rapp che all’età di 14 anni sarebbe stato molestato da un giovane Kevin Spacey. Dopo questa ed altre accuse, Netflix ha deciso di non continuare a produrre la serie  House of Cards, una scelta importante che mette al primo posto l’etica e il rispetto umano invece dei soldi.

L’argomento, delicato e difficile, è rimbalzato anche nel vecchio continente: in Italia l’attrice Asia Argento è stato coperta di insulti per aver denunciato le molestie che lei stessa aveva subito, insulti che l’hanno portata a lasciare il Paese e a trasferirsi in Germania.

Non solo il mondo del cinema ha cominciato a parlare di questo tema, ma anche la politica: in Inghilterra il ministro della Difesa Michael Fallon si è dimesso dopo che la conduttrice radiofonica Julia Hartley-Brewer ha raccontato del suo comportamento inappropriato durante una cena di 15 anni fa.
Nel Front National diverse donne stanno denunciando molestie subite da altri membri del partito di estrema destra, del quale non si conosce ancora la reazione.

Ma in questo clima di denuncia e di coraggio, cosa fa il Parlamento europeo?
Margot Wallström è stata la prima a denunciare le molestie subite da un membro del Parlamento europeo durante una cena, e dopo di lei la collega Asa Regnér ha denunciato i palpeggiamenti subiti da un leader dell’UE. Si sarebbero verificati fatti che sembrano appartenere al repertorio Weinstein: come quello di un membro del Parlamento che si sarebbe masturbato davanti alla giovane assistente, o quello del deputato tedesco che toccava il sedere di una sua collaboratrice.
Polito Europe ha aperto un portale per raccogliere le testimonianze di chi lavora nelle istituzioni europee: nel PlayBook da loro realizzato sono già stati raccolti 87 casi, nella maggioranza dei quali il sesso viene richiesto come merce di scambio per un contratto di lavoro.

Data la situazione allarmante, il 25 ottobre si è tenuta una riunione del Parlamento per discutere una risoluzione adatta al problema: una quarantina di interventi, tenuti principalmente da eurodeputate, davanti ad una plenaria semivuota.
L’immagine che ne emerge lascia facilmente pensare che fin quando vengono denunciati casi di abusi e molestie, seguiti da hashtag e pubblica discussione nelle televisioni e sui social, tutti siano d’accordo sulla gravità del tema. Ma da qui a discutere seriamente su come risolverlo nemmeno il Parlamento europeo pare essere molto pronto.

 

Cecilia Marangon

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