Ingress: l’inversione del cyberspazio

Due fazioni che si scontrano per acquisire dei portali, difendendo i propri e conquistando quelli avversari, e collegandoli tra loro per stabilire un’influenza sul territorio.
Il campo di battaglia? Tutto il mondo, segnale GPS permettendo. Questa la summa, in poche parole, di Ingress.

il logo di Ingress [fonte Cr0yBot/GitHub]

Si tratta di un videogioco sviluppato per cellulari Android e iOS da Niantic (studio di sviluppo famoso anche per Pokemon Go, che condivide con Ingress il database geografico). Lanciato per la prima volta 5 anni fa, è stato uno dei primi giochi a realtà aumentata ad avere ampia diffusione. Ancora oggi, nel 2017, la comunità di giocatori è in crescita, e si organizzano a cadenza regolare eventi in cui giocare in gruppo e scontrarsi epicamente con i propri avversari, con risultati che vanno ad influenzare gli equilibri mondiali e la narrativa di gioco.

Creato l’account, la prima scelta da fare è quella che plasmerà il resto dell’esperienza: Che fazione?
Gli illuminati, che puntano a far evolvere l’umanità, ma ponendola sotto il controllo di entità superiori, o la Resistenza, che mira invece ad evitare questa presa di potere?
Il gameplay è identico per entrambe le parti, quello che cambia è con quale gruppo di giocatori ci si troverà a collaborare.

Una schermata di gioco [fonte: Wikimedia Commons]

A registrazione fatta, si affronta un breve tutorial direttamente sulla mappa di gioco per conquistare i primi portali e iniziare a crescere. Il passo successivo è entrare in contatto con la comunità.
Nel mio caso è stata addirittura la comunità a trovare me: tramite la chat di gioco, alcuni giocatori mi hanno invitato in un gruppo Telegram dove organizzare giocate e scambiarsi consigli. La piacevole sorpresa è stata trovare una comitiva particolarmente varia, con persone anche molto lontane per età e interessi dallo stereotipo del videogiocatore incallito.

Il background fantascientifico, curato da Niantic stessa, parla di alieni, cospirazioni e una serie di portali attraverso cui un’invisibile forma di energia sta filtrando nel nostro mondo. Un interessante elemento che si rimane liberi di approfondire, ma che non è necessariamente fondamentale ai sensi del gameplay. Tant’è che la narrazione è affidata principalmente a media e siti esterni al gioco, con qualche elemento nascosto da cercare per conto proprio.

Ingress, e in generale i meccanismi della realtà aumentata, hanno ribaltato il concetto di Cyberspazio. Nella fantascienza Cyberpunk ci si è sempre immaginati un mondo virtuale “parallelo”, in cui entrare collegandosi fisicamente alla rete e proiettandovi la propria coscienza.
Qui succede l’esatto opposto. I nostri smartphone diventano un modo per interfacciarci con questo mondo virtuale trasportandolo nel mondo reale, e spingendoci a un’interazione sociale invece che a un isolamento sempre maggiore, come sarebbe stato collegarsi alla “matrice” immaginata da William Gibson. E una comunità attiva, in crescita, diffusa in tutto il mondo, ci dimostra che -per quanto inizialmente di nicchia- questo “cyberspazio inverso” è qui per restare.

Mauro Antonio Corrado Auditore

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Marcello Trombetti ha detto:

    Non ci ho mai giocato ma sono sicuro che è fantastico e sopratutto puoi conoscere persone da ogni parte del mondo grazie a questo gioco

    Mi piace

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