Il paradosso Denuvo: più protezione = più violazione

Partiamo dalla base: cosa significa crackare un videogioco? Il cracking consiste nella rimozione della protezione di un software per permetterne l’utilizzo anche a chi non l’ha acquistato. Per farla facile, la crack è un piccolo programma che, installato nella directory del gioco, permette ai giochi piratati di funzionare e di compiere la magia della violazione di copyright.

Nel mondo dei videogiochi la pirateria è una piaga di vecchia data per publisher e software house. Per contrastare questo fenomeno alcune SO hanno negli anni deciso di usufruire di tecnologie anti-manomissione per proteggere i propri giochi, la cui più recente e discussa si chiama Denuvo.

Al momento della sua presentazione, nel settembre 2014, Denuvo era stato presentato come un sistema capace proteggere efficacemente i software, quasi impossibile da aggirare o da affondare: il Titanic delle tecnologie di protezione. Le smentite della violazione di FIFA15, Lords of the Fallen e altri, aveva rafforzato le convinzioni che ci si trovasse davanti all’ordigno definitivo in grado di vincere la lunga guerra contro i pirati. Ma Denuvo rappresentava una sfida golosa per gli hacker, e fu così che già a fine 2014 un gruppo cinese (3DM) rilasciò una crack in grado di aggirare Denuvo sui software Electronic Arts. Denuvo iniziava a scricchiolare, ma gli sviluppatori risposero con quella che è una grande verità dell’informatica, riportando tutti alla realtà: non esistono software inviolabili al 100%, la violazione è solo questione di tempo.

Il team di Denuvo non smise mai di lavorare alla protezione e all’aggiornamento del suo sistema, tanto che persino 3DM sembrò piegarsi alla realtà dei fatti, rinunciando ad aggirare il sistema. Questo fino ad agosto 2016, quando il collettivo CONSPIR4CY pubblicò crack per Rise of the Tomb Raider, DOOM e Inside (e crackando Resident Evil 7 in cinque giorni, alla faccia dell’inviolabilità), dichiarando di aver definitivamente aggirato Denuvo.

Da allora quasi tre quarti dei giochi protetti con Denuvo sono stati crackati in tempi via via più brevi, facendo traballare la fiducia dei publisher nei confronti del sistema. Negli ultimi mesi per queste (e diverse altre ragioni che non abbiamo purtroppo il tempo di trattare in questa sede)  la maggior parte dei publisher ha abbandonato Denuvo.

Il paradosso nel quale sono impantanate le SO consiste nel dover scegliere di pubblicare giochi senza protezione (quindi piratabili facilmente) o di proteggere i software con sistemi tipo Denuvo (dunque spingendo gli hacker a una competizione per crackarli). Qual è dunque la possibile soluzione, sempre che ci sia soluzione a un paradosso?

Probabilmente i sistemi anti-tamper continueranno a esistere e si evolveranno, ma verranno sempre più puntualmente violati. Denuvo morirà e un altro prenderà il suo posto, ma in molti pensano che la strada da percorrere sia l’altra, cioè rilasciare giochi senza protezione facendo leva sul senso di civiltà degli appassionati, arrendendosi al fatto che la pirateria è sempre esistita e purtroppo sempre esisterà.

Luca Negro

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