Kosuth a Torino: L’arte concettuale trova spazio nella galleria storica “Mazzoleni”

The Password ha avuto il piacere di visitare le mostre inaugurate il 31 ottobre 2017 e visitabili fino al 20 gennaio 2018 negli spazi storici della galleria d’arte torinese “Mazzoleni”. L’artista statunitense Joseph Kosuth ha curato personalmente la mostra “Neon in Contextual Play”, dove le sue opere sono affiancate a quelle di artisti legati al movimento dell’Arte Povera. Cornelia Lauf ha invece curato la mostra al piano superiore della galleria: “Colour in Contextual Play”, dove le istallazioni di Kosuth (definizioni di colori) trovano corrispondenza con lo sfondo su cui sono disposte e con le opere degli artisti che le affiancano.

kosut colori

La riflessione che compie l’artista è estremamente innovativa e coerente allo sviluppo storico artistico degli anni sessanta-settanta del novecento, quando essa si è formata.

Poco tempo prima Piero Manzoni crea scompiglio nel mondo dell’arte con le sue opere estremamente provocatorie. Egli afferma che l’arte può essere qualsiasi cosa che condivida con lo spettatore lo spazio della realtà, che “è” insieme a lui e che si distingue nella sua accezione artistica grazie alla sola firma dell’autore.

kosut colori 2

Manzoni, nella convinzione che ogni cosa abbia la potenzialità di diventare arte, opera preliminarmente un processo concettuale nel quale “ogni cosa” viene mentalmente definita per divenire così reale.

Un oggetto è ciò che è, ma lo è in virtù del concetto che a lui si riferisce. Il riconoscimento mentale dell’oggetto permette il rapporto con lo stesso a livello materiale.

Kosuth riflette sul potere demiurgico del concetto e sulla possibilità dell’artista di sfruttarlo nella propria opera. L’arte riguarda il mondo materiale, ma esiste in virtù di un mondo concettuale, astratto. Così come è il concetto che definisce l’oggetto a renderlo tale, il concetto di arte tramuta in arte tutto ciò a cui si riferisce.

L’arte allora non coinvolge più la sola realtà tangibile e concreta ma anche quella astratta e mentale. Grazie a Kosuth ora davvero tutto può essere definito “opera d’arte” in virtù della legittimazione che tale concetto dà all’elemento considerato.

Le mostre allestite negli spazi del palazzo storico in Piazza Solferino dove ha sede la galleria permettono di avvicinarci  alla profonda riflessione di questo artista statunitense, di apprezzarlo ed entrare in contatto con una realtà perfetta in cui ogni cosa è esattamente ciò che appare e le parole sono adeguate a corrispondere la vita.

kosut neon 2

Angela Calderan

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