ToBike, Mobike, Gobee.bike, oBike: l’invasione dei bike sharing a Torino

20171128_172101ToBike

Il servizio di bike sharing comunale è il più vecchio e meglio fornito sul campo, con più di 1000 veicoli e 188 stazioni ad oggi, di cui circa 50 installate solo nel 2017, e in continua espansione. ToBike infatti si sta spostando sempre di più verso le periferie torinesi, abbracciando tutta la città. Il servizio annuale permette agli abbonati, per un costo di 25€, di “staccare” dalle apposite stazioni una bicicletta per poi “attaccarla” nella stazione più vicina al proprio punto di arrivo. ToBike funziona tramite l’apposita tessera, ma l’abbonamento può essere caricato anche su tessera universitaria, BIP o PYOU card e si possono controllare numero e disponibilità dei veicoli sul sito o sulla app.

Per il 2018 si prevedono ulteriori miglioramenti del servizio: la novità più importante è l’arrivo di nuovi modelli di biciclette, più resistenti alle intemperie e con ruote più spesse. Questo potrebbe comportare un leggero aumento del servizio, che comunque non supererà i 25-30€ l’anno; come molti sapranno, una parte di questa cifra funge da credito per l’uso delle bici. Se la prima mezz’ora infatti è gratuita, passato questo tempo il costo del servizio è di 50 centesimi ogni 30 minuti.

IMG-20171125-WA0019Mobike, oBike e GoBee.bike

Da un paio di mesi si è aperto il mercato asiatico dei bike sharing a flusso libero, e Torino con i suoi problemi di smog – di cui abbiamo parlato in questo articolo – è stata presa di mira.

Mobike viene dalla Cina, oBike da Singapore e GoBee.bike da Hong Kong. Il principio base è la libertà di parcheggio (nei limiti delle norme stradali) e lo sblocco tramite app, che avviene grazie alla scansione del codice QR presente sui veicoli. Al termine della corsa è necessario chiudere il lucchetto prima di lasciare la bicicletta.

I servizi hanno costi diversi: le corse vanno dai 30 ai 50 centesimi ogni 30 minuti, con un deposito cauzionale che varia dai 5 ai 15€. Mobike e oBike, inoltre, puntano molto su un sistema a punti, che vengono aggiunti o tolti in base al comportamento dei clienti, con conseguenti variazioni di prezzo. Mobike prevede anche degli abbonamenti settimanali, bimestrali, annuali ecc.

I servizi a flusso libero hanno l’ovvio vantaggio di non dipendere da delle stazioni fisse, ma questo comporta anche un doppio problema: la possibile difficoltà nel trovare i mezzi, che non sempre sono correttamente geolocalizzati, e l’assoluta necessità di uno smartphone carico e connesso, senza il quale nessuna delle operazioni necessarie al prelievo dei mezzi è possibile.20171128_105747

Inoltre esistono delle problematiche riguardanti l’abbandono delle biciclette in posti inappropriati o d’intralcio alla circolazione – ragion per cui Amsterdam ha deciso di vietare i bike sharing a flusso libero. È probabile quindi che il comune dovrà prendere dei provvedimenti per regolarne la circolazione.

Questi servizi possono essere quindi una bella possibilità per turisti o bikers occasionali, e sono un buon segnale per una Torino che vuole essere sempre più green; l’importante, come sempre, è usare la testa.

Anna Contesso

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...