Neofascisti d’Italia

 

Ci risiamo, e anzi sembra che non ci sia una vita d’uscita da questa nostalgia fascistoide che percorre lo stivale da nord a sud.

L’ultimo episodio si è visto una settimana fa a Como, durante una riunione di Como senza frontiere, una rete di associazioni che si occupano di assistenza ai migranti. Durante la riunione hanno fatto il loro ingresso quindici militanti del Fronte Veneto Skinheads, hanno accerchiato i partecipanti alla riunione e hanno letto il loro volantino. Dall’inizio dell’estate episodi di discriminazione, violenza a sfondo razziale si sono susseguiti a ritmo quantomeno settimanale, quello di Como è solo l’ultimo esempio.

È cominciata con il manifesto fascista, per contenuti e origini, di un uomo di colore che trattiene una donna bianca, fino alla testata che il giornalista Davide Piervincezi ha ricevuto da Roberto Spada, notoriamente sostenitore di Casapound ad Ostia. Ecco, probabilmente, Ostia è uno dei luoghi a cui prestare più attenzione, un luogo dove spesso criminalità e neofascisti si avvicinano in liasons dangerouses, basti pensare appunto al clan Spada che presidia i seggi elettorali delle ultime elezioni per il municipio.

A Torino, invece  il FUAN è spesso stato protagonista di scontri, anche violenti, con studenti appartenenti ad altri collettivi, con idee ed orientamenti politici diametralmente opposti ai loro.

Forse nessuno si ricorda più, o forse nessuno ha approfondito la storia recente d’Italia in tema di terrorismo politico, ma queste rivalse neofasciste non sono affatto una novità. Ordine Nuovo, i NAR e altre sigle di neofascisti extra parlamentari hanno avuto primissimi ruoli nelle stragi degli anni piombo e della strategia della tensione, per decenni in Italia i neofascisti e i comunisti si sono cercati, affrontati e spesso uccisi per ragioni politiche. In alcuni casi i responsabili non possono più essere perseguiti o condannati, come per la strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969, anche se almeno uno dei responsabili, Carlo Digilio (Ordine Nuovo) è stato identificato e c’è una sentenza definitiva sul suo ruolo in quella strage.

Molto probabilmente i politici attuali non se ne rendono conto, ma le loro dichiarazioni sono come benzina sul fuoco: Alessandra Mussolini ha detto che suo nonno in tre giorni avrebbe sistemato la situazione ad Ostia. E ciò è chiaro, Benito Mussolini avrebbe potuto sistemare la situazione ad Ostia, ma con metodi squadristi e dittatoriali che ha usato largamente durante il ventennio fascista in tutta Italia. L’insistenza con cui Matteo Salvini sostiene che dei ragazzi di destra che leggono un volantino non sia un problema, riferendosi alla quindicina di skinheads che hanno fatto irruzione a Como senza frontiere, è preoccupante. Altrettanto preoccupante è la vicinanza tra la Lega e I neofascisti di Casapound e altre sigle simili.

Forse non tutti prestano la dovuta attenzione a quello che sta succedendo, ma stiamo assistendo in diretta ad un pericolosissimo ritorno alla nostalgia fascista che, come sempre nella storia, non può che sfociare in violenza.

Cecilia Marangon

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