Mondrian, quando l’utopia diventa possibilità

Possiamo interpretare la carriera artistica di Piet Mondrian come una ricerca finalizzata a riflettere per mezzo dell’arte una realtà utopica, dove non esistono abusi, eccessi e sforzi ma solo “l’amore che crea l’unità”. Nell’ideale di Mondrian i contrasti esistono e si riconoscono a vicenda. Essi s’affiancano entusiasti al ritmo scandito dalla “forza dei mezzi puri: linea e colore”. Si crea così un armonico equilibrio che nulla tende a spezzare. La diversità diventa la forza che rende questa stabilità possibile. Nella coesistenza limpida e serena dei contrari il bianco rimane tale e, grazie al tacito e complice supporto del nero che a lui s’affianca, emerge e libero si esprime ancora più luminoso, audace.

molo e oceano

Nella tela “Molo e oceano” l’artista esplicita la volontà di creare questo mondo di giustizia e lealtà. Qui la verticalità del cielo opprime l’orizzonte. Non c’è successo tra forze pari, solo contrasti d’intesa.

 

Negli anni Venti del Novecento Mondrian comincia ad elaborare le famose griglie. Mondi perfetti e ricchi di bellezza dove finalmente si riflette in modo compiuto la realtà utopica ed impeccabile a cui l’artista olandese aveva sempre aspirato. “La verità si manifesta direttamente e senza mediazione”.

mondrian1.jpg

Le figure geometriche richiamano forze ugualmente intense che entrano in contrasto in una battaglia senza vincitori. Dalle opere emerge una tensione vitale che trova la sua realizzazione nell’equilibrio delle opposizioni.  Qui nessun elemento domina l’altro: non esiste il bene senza il male, Adamo senza Eva.  L’arte di Mondrian “asseconda la vita”, esprime una verità sempre opportuna che risana nel suo centro ogni tipo di errore. Allora il sorriso non cela più il dolore ma gli si affianca, in una rivelazione reciproca e paritaria: bidimensionale (non a caso questo mondo utopico trova perfetta espressione nello spazio della tela).  C’è posto solo per rapporti “esatti” ed essenziali, pari ed “equivalenti” verso cui la vita ideale comunque conduce. Un “maximum” di forze che Mondrian nella sua opera riesce a restituire.

Questa è “l’arte nuova”, l’utopia della “nuova vita” che ora si realizza sulla tela e forse un giorno si concretizzerà nella realtà, sorgendo dal binomio fra indipendenza e reciprocità, disinteresse e trasparenza. Mondrian fonda una nuova religione, la fede verso un mondo giusto e sempre in equilibrio tra i suoi contrasti. I rapporti si rivelano autentici, non esistono aspettative, ogni cosa si manifesta per ciò che è e perciò non può deludere.

“Non si ha forse bisogno di una bellezza reale nella vita? E la bellezza non è forse l’espressione più perfetta dell’equilibrio?”

Angela Calderan

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