Osomatsu-san impazza in Giappone

È passato da appena tre anni l’anniversario degli 80 anni del mangaka Fujio Akatsuka, amato creatore di Doraemon, la fortunata serie che vede come protagonista il gatto blu proveniente dal futuro e il suo padroncino Nobita. In Italia questa serie ebbe un enorme successo, tanto che ancora oggi gli episodi vengono rimandati in onda di anno in anno.

Pochi però conoscono le altre opere del maestro Akatsuka. Una di queste, famosissima in Giappone ma che non vide mai la luce in Italia, è sicuramente Osomatsu-kun. La serie nasce nel 1962 come manga comico e contribuisce alla reputazione di Akatsuka come artista della comicità giapponese. Osomatsu Matsuno è un bambino di 10 anni che ha ben cinque gemelli identici. Nelle loro avventure i bambini si scontrano spesso con l’avido Iyami e il suo assistente Chibita.
Osomatsu-kun ebbe così tanto successo in patria che vennero realizzate ben due serie a distanza di 22 anni l’una dall’altra, la prima nel 1966 e la seconda nel 1988.

Infine nel 2015, a 7 anni dalla scomparsa di Akatsuka a causa di una lunga malattia, la Pierrot decise di riportare in vita i sei gemelli Matsuno con un nuovo anime e un manga disegnato da Masako Shitara. La serie di 25 episodi e uno special, intitolata Osomatsu-san (Mr. Osomatsu nella traduzione inglese), vede i gemelli completamente stravolti dall’idea di partenza: da bambini vivaci e innocenti, i Matsuno si sono trasformati in sei adulti svogliati senza lavoro – non per niente gli altri personaggi si rivolgono loro chiamandoli NEETs, acronimo inglese di Not (engaged) in Education, Employment or Training –,  spesso coinvolti in avventure al limite del non-sense. Osomatsu, gemello “maggiore”, non è più il protagonista assoluto dell’anime, nonostante questo prenda il suo nome: i gemelli diventano personaggi a tutto tondo, ognuno con la propria personalità e i propri difetti, simpatie e antipatie verso gli altri fratelli.
Sembrerebbe proprio questa la formula che ha permesso la realizzazione di una seconda stagione di Osomatsu-san a cavallo tra il 2017 e il 2018: le gag al limite del paradossale (gli episodi sono spesso segmenti ambientati in realtà alternative), la modernizzazione dei personaggi e il rompere frequentemente la “quarta parete” con citazioni ad Akatsuka stesso o ad altri anime. Anche una qualche volgarità messa qui e là negli episodi non sembra aver fatto male, e d’altra parte il target della serie si rivolge principalmente a giovani adulti che possono rispecchiarsi facilmente nei protagonisti. E non solo questo, ma anche il fatto di avere famosi doppiatori giapponesi e lo spopolare degli idol (infatti i gemelli hanno molte delle caratteristiche della cultura idol giapponese e coreana) hanno permesso a Osomatsu-san di fare “il botto” in patria.

tokyo skytree
Un Osomatsu-san Cafè al Tokyo Skytree nel 2016.

Possiamo aspettarci un doppiaggio italiano? Per ora sicuramente no, e forse non è neanche necessario dato che la serie è edita da Crunchyroll sia in inglese che in italiano, ed è possibile vederla gratuitamente sul sito sottotitolata in diverse lingue.

Federica Messina

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