Gabrielle Zevin: La misura della felicità

“All’inizio pensa che sia felicità, ma poi giunge alla conclusione che si tratta di amore (…). Che scocciatura. Ha mandato all’aria i suoi progetti di bere fino ad ammazzarsi e mandare in rovina la libreria. In più, una volta che ti importa di qualcosa comincia a importarti di tutto. E questa è la cosa più seccante”

A.J. Fikry possiede una piccola libreria e una grande certezza: dopo la scomparsa di sua moglie Nicole, morta in un incidente d’auto pochi mesi prima, la vita non può più riservargli niente di buono. Avanza per automatismi, aprendo e chiudendo ogni giorno l’unica libreria di Alice Island – di cui per anni si era occupato insieme alla moglie – e più che vivere si limita a sopravvivere, isolandosi sempre più dalla piccola comunità del luogo e arrivando a odiare persino il primo grande amore suo e di Nicole: i libri. Le conseguenze di tutto ciò per la sua attività di libraio le lascio all’ovvia immaginazione del lettore.

Eppure sarà proprio un libro – raro, di valore e misteriosamente scomparso un giorno dalla sua abitazione – a dare il via a una serie di eventi che rimetteranno in moto gli ingranaggi della sua disastrata vita. Un libro. E una bambina di due anni abbandonata dalla madre nella sezione narrativa della sua libreria, Island Books, perché “cresca in mezzo ai libri e diventi una lettrice”.

Contrariamente a ogni logica, A.J. decide di rimettersi in gioco, adottare la piccola e lanciarsi nella sfida più impegnativa di tutte: essere un buon genitore. E sarà proprio dopo aver scelto di diventare “il papà di Maya che lo scontroso libraio comprenderà di non poter più vivere solo per se stesso, perso nelle ombre del passato. Aiutato dall’onnipresente commissario Lambiase e dalla cognata Ismay, controllato a vista dallo stuolo di pettegole ma premurose mamme locali e attorniato da una miriade di altri personaggi (classificabili all’apparenza come tante macchiette sullo sfondo di Alice Island ma in realtà caratterizzati in modo preciso seppur sintetico dall’autrice) comincia il fantastico viaggio di Mr. Fikry alla riscoperta della vita, con l’amore per sua figlia, per i libri e – chissà – forse anche per qualcun altro, come bussola, puntata verso una felicità che forse non si potrà misurare… ma di certo può nascondersi nei luoghi più inaspettati.

Romanzo pubblicato nel 2014 dalla scrittrice e sceneggiatrice statunitense Gabrielle Zevin, “La misura della felicità” è una storia semplice ma non priva di colpi di scena, incentrata su sentimenti, riflessioni e quotidianità ma comunque in grado di tenere il lettore incollato fino all’ultima pagina, tra richiami letterari, buffe situazioni e misteri irrisolti.

Forse per alcuni questo libro non risulterà interessante come un giallo di Conan Doyle, ma potrà permetterci di scoprire che in ogni singolo istante – per dirla con parole di A.J. – “Noi siamo le cose che raccogliamo, che acquisiamo, che leggiamo. Per tutto il tempo che passiamo qui, sulla Terra, siamo solo amore. Le cose che abbiamo amato. E tutto ciò… penso che tutto ciò continui a vivere”

Valentina Guerrera

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Relojes especiales para piscinas de interior exterior.

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  2. Alana ha detto:

    – Falda corta roja estampada con flores azules.

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