Gli aspetti multiculturali del fine vita

Il tema del fine vita è stato oggetto di dibattito negli ultimi tempi qui in Italia grazie al caso di DJ Fabo, portato alla luce con il servizio delle Iene.
Oggi The Password vi vogliamo portare alla scoperta degli aspetti culturali del fine vita nelle principali culture di una società multietnica.
Ogni cultura interpreta a proprio modo la morte e prevede riti particolari sia per la cura della salma che per l’elaborazione del lutto.

Islam
Nell’Islam la morte è presentata come un cammino verso Dio. Tutto ciò che succede alle persone inteso come dolore, morte o malattia è voluto da Dio e deve essere accettato. Per questo non è ammissibile l’accanimento terapeutico; talvolta nemmeno la sedazione del dolore è accettata, in quanto l’agonia ha un valore positivo perché concepito come tempo di grazia durante il quale si svela un mondo sconosciuto.

Cultura centro-africana
La morte è concepita come un passaggio per raggiungere il divino. Per loro, il corpo si può corrompere ma lo spirito resta eterno.
La morte definitiva è quando non si è più presenti nel cuore e nella mente della comunità.

Buddismo
La morte non è considerata tale all’arresto del cuore perché lo spirito deve ancora uscire dal corpo per fare il suo tragitto verso la luce.  Per questo motivo il corpo non andrebbe manipolato, per evitare di impedire l’uscita della coscienza.
Per aiutare il malato sono lecite tutte le cure possibili, ma quando è evidente una prognosi infausta e i trattamenti non hanno nessuna utilità, il malato va liberato dai presidi tecnici affinché possa prepararsi per il trapasso da cui deriva la sua possibilità di reincarnazione.

Induismo
La morte viene considerata come l’unione con Brahma attraverso preghiere, distacco e rituali. Dopo la morte c’è la reincarnazione.
Gli Indù credono che quando l’anima di una persona lascia il suo corpo è confusa e non sa dove stare.
Dopo dieci giorni nel paese d’origine la fiammella, accesa in casa in segno di benedizione, viene portata al mare e messa in acqua. Il significato di questo gesto è quello di dire allo spirito del corpo che è venuto il momento di iniziare il viaggio verso l’aldilà.

Prima di concludere noi di The Password vorremmo lasciarvi con una citazione del comitato di bioetica:
la vita umana è un valore indisponibile sempre; è arbitrario distinguere tra vita degna e non degna di essere vissuta”.

 

 

Luca Peluso

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