Wikipedia: il sapere a portata di click

Per la nostra generazione, wikipedia è sempre stata una certezza. Aperta nel 2001, per noi è sempre stata un riferimento su internet, il sito dove cercare qualsiasi cosa, dal termine che non conoscevamo all’argomento della “ricerca” che ci era stata assegnata a scuola.
Ma sono in pochi a sapere che wikipedia ebbe un predecessore, per quanto non particolarmente riuscito. Il suo nome era Nupedia, fondata nel 2000 come servizio aggiuntivo al motore di ricerca Bomis, e già portava il sottotitolo “The free Encyclopedia”, di cui oggi si fregia la sua erede.

L’attuale logo di wikipedia

Il concept era interessante, per la sua (all’epoca) novità: un’enciclopedia i cui contenuti fossero liberamente e gratuitamente consultabili e condivisibili, con un team di esperti a fare un estensiva peer review di ogni voce. Sarà questo meccanismo di revisione ristretto e lento, a decretarne la sconfitta a favore della “sorella” Wikipedia, lanciata l’anno dopo. Il modello di lavoro di wikipedia fu la sua vera rivoluzione. Pescando a piene mani dalla filosofia di lavoro del “free software”, Wikipedia è da subito stata un opera comunitaria. Chiunque può creare un account. Chiunque può contribuire, modificando voci, creandone di nuove, segnalando fonti o inesattezze.

Sarà proprio la sua natura comunitaria, a decretarne il successo. Nel 2003, anno della sua chiusura, Nupedia contava 25 voci in lingua inglese. Wikipedia, invece, ne contava già 100.000, ed era disponibile in 46 lingue. Dalla fusione dei due progetti, nasce la Wikimedia Foundation, che ancora oggi detiene tutti i diritti su Wikipedia e derivati e gestisce il progetto.

Sostenuta da un sistema di linee guida e regole (chiamato wikiquette), l’enciclopedia libera, comunitaria e universale è da allora cresciuta in maniera esponenziale, dando vita a una delle comunità online culturalmente più attive al mondo, generando milioni di nuove voci, e arrivando ad avere persino edizioni in lingue “morte”, dialetti (per esempio quasi tutti quelli italiani), e lingue minori (occitano) o sconosciute ai più (esperanto). Per non parlare dei progetti collaterali nati tutt’attorno all’originale. Dai notiziari alle raccolte di citazioni a un database di testi in libera consultazione a un archivio dei contenuti multimediali che integrano ogni voce.
Tutto free. Tutto Open.

Ma forse proprio la sua natura totalmente aperta costtituisce la sua vulnerabilità. Chiunque può modificarla e spesso e volentieri si generano discussioni tra utenti che magari non condividono il loro punto di vista sull’argomento trattato dalla voce. E non è cosa rara che partano delle “guerre di modifiche”, dette in inglese “Edit War”, o che utenti goliardi o frustrati “vandalizzino” le voci inserendo dati inesatti o irrilevanti o addirittura cancellino interi pezzi di testo.

Come sempre, il problema non è la tecnologia in sé, ma il suo utilizzo. Internet lascia manifestare il peggio e il meglio del genere umano. E su wikipedia, per ora, vince quest’ultimo, fortunatamente.

Corrado Auditore

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