Sanremo 2018, il Festival della semplicità

C’è chi lo critica e c’è chi lo attende con entusiasmo: in ogni caso, il Festival di Sanremo ogni anno fa parlare di sé ed unisce, in qualche modo, gli italiani.

Stesso posto, la splendida cittadina ligure di Sanremo e in particolare il maestoso teatro Ariston, ma protagonisti sempre diversi: a partire dai conduttori. Quest’anno hanno animato il tanto ambito palco, un elegante Claudio Baglioni, la frizzante Michelle Huntziker e un sorprendente Pierfrancesco Favino in queste nuove vesti di showman.

Nonostante qualche gaffe e un po’ di visibile impaccio, il trio se l’è cavata davvero bene: a dirlo non sono soltanto gli ascolti, audience maggiore degli anni precedenti, ma anche la qualità dello spettacolo. Hanno modellato, con la loro semplicità, un Festival nuovo, più ricco di sostanza: simbolo di ciò è sicuramente l’unica donna, bella ed elegante con sfarzosissimi abiti, senz’altro, ma soprattutto briosa, simpatica e carismatica. Non una sagoma, insomma, come è spesso accaduto in passato. Così come le due figure maschili: un cantante e un attore, entrambi di particolare raffinatezza.

Strano a dirsi, ma anche la musica, l’ingrediente principale, che spesso ha deluso, è stata piacevole questa volta: sicuramente, anche perché il sottofondo di tutto era lo splendido repertorio di Claudio Baglioni che ci ha deliziato continuamente, come prevedibile, con esibizioni delle sue più belle canzoni d’amore.

Non una vittoria schiacciante, non una vittoria scontata, ma una vera battaglia. E davvero un po’ di tutto: ma ecco le canzoni che ci hanno colpito di più!

La voce toccante di una Ornella Vanoni 83enne ma sempre in forma con “Imparare ad amarsi”, insieme a Bungaro e Pacifico: un invito a non dare per scontato l’amore, ma ad accoglierlo in tutta la sua sorprendente magia, perché non si può mai dire di conoscere davvero le misteriose dinamiche che lo animano.
Un po’ di Lucio Dalla grazie al tributo di Ron: “Almeno pensami” è una stupenda poesia, dedicata ad un amore che non può fare a meno della sua musa, inedita del compianto maestro.
Ma c’è anche musica internazionale con la dedica rock dei Decibel di Enrico Ruggeri al mitico David Bowie che disegnano bene, con “Lettera dal Duca”, la dimensione, il mondo lontano di Ziggy.
Di tutt’altro registro “Una vita in vacanza” degli Stato sociale: sulla scia del successo di Occidentali’s Karma, il gruppo bolognese ripropone la musica-spettacolo portando sul palco la splendida ballerina Paddy Jones, 83enne, famosa già per il video di The hardest part dei Coldplay.
Non ci siamo dimenticati della vincitrice: “Non ci avete fatto niente” di Fabrizio Moro ed Ermal Meta è un urlo emozionante contro la violenza, contro la guerra, contro le follie terroristiche di cui siamo stati spettatori impotenti, in tempi recenti, fin troppe volte, è l’urlo disperato di chi va avanti nonostante la paura e l’angoscia destati da questi tragici avvenimenti.

Francesca Ranieri

 

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