Il curling è l’unico sport di cui abbiamo bisogno

Quando qualcuno scopre che gioco a curling, le domande che mi fa sono sempre le stesse. Sempre, è matematico. Se ci fosse qualche antropologo là fuori che vuole approfondire il fenomeno, si accomodi pure…

No dai, che figata! Pazzesco, giochi a curling!… Ma che è?
Per farla breve, il curling è come le bocce, ma sul ghiaccio. L’obiettivo è quello di mettere quante più stone (pietre, dai che questa era facile) possibile vicino al centro della house (il bersaglio dall’altra parte del campo). E detto così sembra tutto molto facile, uno sport che qualunque ubriaco può praticare. Se non fosse che il campo è lungo 45 metri, i sassi pesano quasi 20 chili, come gioco di strategia è paragonabile agli scacchi e il ghiaccio è sempre tuo nemico.

Tu lanci i sassi o spazzi con la scopa?
Tutti fanno tutto. La squadra è composta da quattro persone, ciascuna delle quali con una bassissima considerazione di sé e del proprio tempo e con ruoli specifici. Ognuno lancia due sassi e poi va ad aiutare a ‘spazzare’.

“Non sembra molto faticoso…”
Lo è, ma (di nuovo) dipende dal ruolo e dall’intensità che uno ci mette, tanto che alcuni atleti russi sono stati beccati dall’antidoping alle Olimpiadi. Anche se mi rendo conto che il doping non è decisamente il migliore attestato di difficoltà che questo fantastico sport meriti. O la migliore pubblicità…

Sì ma è noioso. Non si capisce niente.
Qualunque sport è noioso se non si conoscono le regole più elementari, nessuno escluso. Ci sono partite di calcio (o di basket, o di football americano, o golf) che farebbero addormentare anche il più grande degli appassionati. Dipende dalla partita, dai giocatori coinvolti, dall’entusiasmo del pubblico, dalla posta in palio.

Vabbè ma sarete quattro cretini a giocarci.
Sì, è vero. Purtroppo qui in Italia il movimento del curling è relegato al nord, a pochi impianti distribuiti tra Piemonte, Veneto e Trentino-Alto Adige. Questo però non è per forza uno svantaggio: tutti si conoscono, o tutti hanno sentito parlare delle altre squadre, e, alle giuste condizioni, tutti possono giocare contro tutti. Qualche anno fa i ragazzi della Nazionale Italiana erano venuti a Torino per partecipare ad un torneo e ho avuto il piacere di giocarci contro.

E com’è finita?”
Lascia perdere… Prossima domanda?

È così conosciuto a livello internazionale?
Dipende dai Paesi. In Scandinavia è LO sport per eccellenza, in Canada è il secondo sport nazionale dopo l’hockey, in Svizzera si contano più giocatori nella sola Luzern che in tutta Italia. In Russia… lasciamo perdere di nuovo.

E l’Italia è forte?
Facendo un paragone con il calcio, l’Italia maschile è la 14° nazione al mondo, stando al ranking della World Curling Federation, esattamente come siamo 14° nel ranking FIFA. La differenza è che il curling va alle Olimpiadi (qualificazione storica), mentre la Nazionale di Calcio non va ai mondiali (ne abbiamo già parlato). Sicuramente per essere uno sport con così poco seguito a livello nazionale avere una squadra che gioca alle Olimpiadi è motivo di orgoglio e prestigio (daje ragazzi).

E arrivati a questo punto della conversazione di solito le domande finiscono e si finisce a parlare di altre amenità.

L’industria del cinema continua a produrre cinepanettoni o film del calibro di “50 sfumature di”. Per quale motivo? Evidentemente c’è qualcuno (molta gente, stando ai dati del botteghino) che apertamente calunnia e discredita questi film per poi, camuffati con impermeabile lungo, baffi finti e parrucca, affollare le sale dei cinema. Lo stesso discorso si può fare con il curling. Perché il curling è uno sport olimpico, quando molta gente non lo ritiene nemmeno uno sport? E per quale motivo è uno degli sport più seguiti e apprezzati, quando è solo “bocce sul ghiaccio”?
Perché il curling è uno sport divertente sia da guardare che da praticare, sebbene molti non lo ammetteranno mai neanche sotto tortura. Perché il suono di una bocciata perfetta è da orgasmo auditivo. Perché se dici ai tuoi amici che hai scopato per tre ore sei un eroe (scusate, battuta volgarotta da curler). Perché è uno dei pochi sport in cui esiste e viene rispettato il terzo tempo (la squadra che vince di solito paga da bere all’altra), dove la convivialità la fa da padrone. Perché è impossibile prendersi sul serio, già solo per il fatto di giocarci.

Se qualcuno di voi avesse altre domande, fosse interessato a provare (a gratis, si intende), a spendere ben due ore di un proprio giovedì sera per capire come funziona questo meraviglioso e bistrattato sport, non esitate a scrivermi.

Luca Negro

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Paroledipolvereblog ha detto:

    Io lo adoro

    Piace a 1 persona

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