Io robot, tu umano

Gli amanti del fantascientifico avranno sicuramente colto la citazione a cui si ispira il titolo. Ebbene, ciò che Asimov inventò nei suoi libri, oggi sembra aver preso forma: si chiama Sophia e ha ottenuto la cittadinanza saudita.
Si tratta di un bellissimo esemplare di robot social, dotato di intelligenza artificiale, che parla, processa dati visivi ed interagisce alla perfezione con il mondo circostante. Non ha, per ora, alcuna funzione all’interno della società, in quanto fa parte in realtà di una strategia di marketing dell’azienda produttrice Hanson Robotics. Ciononostante ha scatenato numerose critiche: c’è chi apprezza il possibile scenario di integrazione dei robot nella società e chi, come Elon Musk, invece critica e mette in allerta da una possibile Terza guerra mondiale causata dai robot.
Sophia però non è il primo robot della storia. È sufficiente risalire all’indietro la linea temporale e fermarci al 1973, quando in Giappone è stato creato il primo robot dotato di intelligenza artificiale.
È passato molto tempo da quando il primo braccio meccanico è stato utilizzato nella catena di montaggio industriale; da allora i robot sono stati inseriti sempre di più nel processo di produzione, riducendo il carico di lavoro e quindi la fatica per l’essere umano, migliorando e velocizzando la produzione, ma rendendo al tempo stesso inutile il ruolo dell’uomo in determinate circostanze, inducendo così le aziende a ridurre il proprio organico.
Si è ancora molto lontani dal momento in cui i robot avranno un’intelligenza paragonabile a quella umana; ma nel caso un giorno tutto ciò si realizzi e i robot sostituiscano l’uomo nei principali ambiti della società, come sanità o istruzione, chissà che le tre regole della robotica stilate da Asimov nei suoi libri di fantascienza non possano tornarci utili:

  1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

Isaac Asimov, Tre leggi della robotica

Luca Peluso

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