Ritorno, che trauma!

Tutti noi abbiamo almeno un amico che è stato all’estero per un certo periodo di tempo, e tutti noi ci siamo chiesti quanto possa essere strano per lui tornare a casa e riadattarsi.

Vivere un’esperienza all’estero come un Erasmus, uno SVE o altri tipi di progetti europei ed extraeuropei ha una grande valenza sotto molti aspetti: aiuta a sentirsi coinvolti nelle dinamiche straniere e a capire quante opportunità ci siano. E certamente possiede altri lati elettrizzanti, come il vivere da soli all’estero, esperienza questa che non vediamo l’ora di provare.

Ma cosa succede dopo, una volta tornati in Italia? Qual è l’impatto del rientro? Beh, ammettiamolo: tornare a casa è un trauma! Alla prima sveglia difficilmente riconosci camera tua al primo colpo, la confusione funzionale ti circonda in tutta la casa. Nel caso in cui si viva con i propri genitori, si può quantomeno contare sul rifornimento dei propri piatti preferiti per tutta la prima settimana (quella stessa settimana in cui tutti ti vorranno vedere perché sei appena rientrato!). Nella prima settimana bisogna prepararsi a: pranzi, cene, aperitivi, birre e caffè vari in giro per la città con amici e parenti, alcuni dei quali magari non vedevi e non sentivi da ben prima della tua partenza.

Se si sopravvive a questo idilliaco trauma da rientro, bisogna faticare per rimettersi in pari con tutti gli aggiornamenti da parte dei propri amici: chi sta con chi, chi si è laureata, chi è partito e per dove. Insomma, il recupero delle puntate precedenti sarà più difficile che mettersi in pari con Game of Thrones, anche se magari sarà meno sanguinolento. Il fiume di aneddoti, racconti, nomi e fatti ti ubriacherà fino a che un piccolo sentimento si paleserà: la nostalgia per la vita che hai appena lasciato, le persone con cui l’hai condivisa e di cui hai ancora freschi i ricordi. Ti ritroverai a raccontare storie esilaranti, per te, ma non troppo divertenti per i tuoi amici di sempre.

Anche la città sarà diversa, immutata in certe cose, ma comunque più estranea e straniera di quanto non ti aspettassi. È un trauma riadattarsi, ci si sente un po’ stranieri ed estranei a casa propria, tra i propri amici e compagni di sempre.

Ma si sopravvive. O almeno, io sono sopravvissuta tre volte.

Cecilia Marangon

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