Vincitori e/o vinti

Ci siamo lasciati il 4 marzo alle spalle da qualche settimana, eppure sembra che quasi nulla sia cambiato: non sappiamo quando né che tipo di governo si insedierà, anzi sembra che nessuno sia completamente sicuro su chi abbia vinto realmente queste elezioni.

Allo stato attuale ci sono due vincitori politici, due partiti diversi anche se spesso descritti come molto simili, il Movimento 5 Stelle che ha raggiunto il 32,68% dei voti e la coalizione di centro destra con il 37%, al cui interno spicca il risultato della Lega che con il 17,37% si pone quindi alla guida della coalizione.
La domanda che nasce spontanea è: quindi chi ha vinto? Chi guiderà il prossimo governo?

Ci ritroviamo in una situazione ormai ben nota a tutti: nessuno dei vincitori ha una maggioranza sufficiente per essere autonomo in parlamento e la palla delle decisioni scomode passa in mano al Presidente della Repubblica per le consultazioni.

A questo punto il presidente Mattarella dovrà indire le consultazioni con i partiti per cercare mediare e di facilitare un governo che rappresenti il volere degli elettori. Operazione certamente difficile, specie in uno scenario così complesso e allo stesso tempo esplicito.

Quali sono gli scenari possibili a questo punto? L’unica soluzione praticabile è che uno dei vincitori riesca a creare un’alleanza di governo con un altro o con altri partiti, possibilmente con i più vicini ai valori di cui sono portatori i primi. Eppure sono in pochi a credere che questa prospettiva si realizzi; nonostante i sondaggi che indicano come il 59% degli elettori del PD si dichiari favorevole ad un’alleanza con i 5 Stelle, il segretario dimissionario Matteo Renzi si è espresso in senso contrario.

Nel centro destra, anche se Matteo Salvini gongola per l’ottimo risultato, le dinamiche sono molto simili a quelle dei 5 Stelle. Il leader di quello che chiamavamo Il Carroccio ha chiuso le porte ad alleanze con il PD e i 5 Stelle già in campagna elettorale, mentre il suo alleato di coalizione Silvio Berlusconi si ritrova ad essere tristemente minoritario nel raggruppamento che sperava di continuare a guidare e ad influenzare, anche se ineleggibile.

Fuori dai giochi dei grandi numeri restano Liberi e Uguali, Potere al Popolo ed altri partiti che non erano inseriti in alcuna coalizione e i cui risultati non influiscono in maniera sufficiente sui seggi mancanti per una maggioranza.

Quindi chi ha vinto? E chi è stato sconfitto? Dopo queste elezioni cambierà qualcosa? E se sì in che modo? Le risposte a queste domande sono quelle che ci diranno con certezza chi siano i vincitori e i vinti di questa tornata elettorale, anche se alcuni degli sconfitti siano già noti ed evidenti: la sinistra, che negli ultimi anni è stata trasformata in un centro politico lontano dai valori e dalle dinamiche sociali, si è definitivamente dispersa negli altri movimenti o nell’astensionismo.

I vincitori non sono ancora chiari, ma chi siano i vinti è abbastanza evidente.

Cecilia Marangon

 

 

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