Just the woman I am – La ricerca contro il cancro

Il 20 marzo si è concluso al politecnico di Torino il ciclo di eventi di Just the woman I am, attraverso l’incontro con i ricercatori, i quali hanno esposto i loro lavori attualmente in corso in diversi ambiti scientifici. Oggi, noi di The Password, vi parleremo di una delle ricerche più interessanti presentate: una nuova tecnica di imaging per la diagnosi dei tumori.

La tematica delle neoplasie è molto delicata ed è al centro di molte discussioni da molti anni a questa parte. In Italia, ogni anno, ci sono 100.000 nuove diagnosi di tumore. Questo non è solo un dramma dal punto di vista sanitario, ma anche economico perché il trattamento delle neoplasie ha un costo elevato per il sistema pubblico e le persone malate, sono “attive” lavorativamente . In questo panorama, da molti anni si è sentita l’esigenza, non solo di migliorare i trattamenti, ma anche i metodi di diagnosi. La nuova tecnica di imaging esposta tratta di due metodiche distinte: gli ultrasuoni e la fotoacustica.

La prima metodica, consente di irradiare delle onde, non dannose per il corpo umano, una parte delle quali viene assorbita dai tessuti e una parte viene riflessa. Ed è proprio grazie a queste ultime che possiamo capire la composizione del tessuto preso in esame. Gli ultrasuoni sono considerati, per questo, un ottimo metodo di analisi morfologica e studio del tumore, nonché dei vasi sanguigni. Infatti, con l’iniezione del mezzo di contrasto, composto da micro bolle, permette di isolare i tessuti evidenziando i vasi sanguigni. Questo, in ultima battuta, permette di ricostruire in tre dimensioni la vascolarizzazione del tumore e valutarne la risposta alla terapia.

La seconda metodica è costituita da una prima fase ottica, dove i tessuti sono irradiati da un fonte di luce e una seconda parte acustica, dove i tessuti vengono “ascoltati” ovvero, i tessuti irradiati emettono delle vibrazioni che permettono di riconoscerli. Questo metodo viene utilizzato moltissimo per vedere i vasi sanguigni e valutare il metabolismo del tumore attraverso lo stato di ossigenazione.

Le due metodiche insieme, possono essere complementari per il trattamento di un tumore, in quanto con gli ultrasuoni, è possibile vedere durante la terapia la struttura del tumore cresciuta, ipotizzando magari che il trattamento non sia efficace, ma con la fotoacustica, in realtà, si potrebbe constatare che il metabolismo tumorale è più debole, attraverso una minore ossigenazione del sangue, concludendo che il tumore risponde bene alla terapia.

Per questo, gli ultrasuoni e fotoacustica sono considerati parte del futuro delle tecniche di diagnosi tumorali.

 

Luca Peluso

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