Come essere un buon amico. A cura di Ludovico Ariosto.

L’amicizia, quella sincera e incondizionata, è un qualcosa che ciascuno di noi ricerca con costanza e determinazione. La figura dell’amico vero è quasi mitologica, non tutti hanno la fortuna di incontrarne uno durante la loro vita in un mondo popolato da 7 miliardi e più di 500 mila abitanti…

All’inizio del 1500 Ariosto sa bene che il suo mondo, quello delle corti, non è sincero come egli spererebbe; consiglieri affabulatori preferiscono elogiare il proprio signore, sperando che grazie ad un continuo elargire complimenti, anche immeritati, il loro posto a corte possa aumentare di prestigio. Il consiglio onesto, la verità, quella acerba medicina difficilmente bevibile è qualcosa di pericoloso, capace di portarti in alto, ma anche di scaraventarti così in basso alla piramide sociale da impedirti di risalire.
Ariosto, molto attento ai problemi del periodo in cui vive, sa bene che il dilemma non solo può essere inserito all’interno della sua narrazione, ma può anche diventare istruttivo per chiunque sappia coglierlo.

Nel canto 38 dell’Orlando Furioso, in un momento cruciale nella guerra fra Cristiani (guidati da Carlo Magno) e Mori raccolti sotto il comando del re Agramante, quest’ultimo deve prendere una decisione importatissima, che cambierà le sorti della guerra: Biserta, la sua città, è presa sotto assedio dai cristiani ed è indispensabile decidere se tornare in Africa per cercare di salvare il regno, oppure rimanere per tentare di sconfiggere i cristiani. Al che due consiglieri giungono per aiutare il re in una decisione cosi complicata: Marsilio elogia la potenza delle armate, sostenendo che al solo vedere le navi i cristiani scapperanno terrorizzati. È un consigliere lusinghiero, ma non è oggettivo. Sobrino invece comincia a fare qualcosa di veramente difficile da sostenere, la conta dei morti e dei rimasti abili a combattere e la conseguente dichiarazione di inevitabile sconfitta . Dimostrare la realtà per quella che è, nonostante la tragicità e la drammaticità della situazione. Sobrino è un consigliere onesto, dice cose difficili da accettare, cose che potrebbero far arrabbiare il proprio signore, al punto di mettere a rischio la propria vita.
Agramante non vincerà la guerra, verrà sconfitto dai cristiani, ma grazie al consiglio di Sobrino verrà organizzato un triello per decidere le sorti della guerra. I soldati sono stanchi, le perdite sono state alte, e così la sconfitta sarà meno dura.

Essere noi Sobrino non è semplice, a volte è più facile dire quello che l’altro vorrebbe sentirsi dire. Ma essere suo amico non vuol dire questo: un consiglio richiede una profonda fiducia, che ci si aspetta che non venga tradita. Un attento ascolto, una riflessione puntigliosa e sopratutto un parere sincero sono quello che fa di te un ottimo amico.
Sii Sobrino, non fare Marsilio.

Daniela Perazzo

Un commento Aggiungi il tuo

  1. artechiacchiere ha detto:

    Interessante interpretazione!

    Mi piace

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