Chiara Gamberale: “Qualcosa”

C’era una volta, in un regno lontano e fantastico (ma che forse così avulso dal nostro quotidiano proprio non è), la Principessa Qualcosa di Troppo… Come questo suo bizzarro nome suggerisce, la ragazzina protagonista di questa particolare fiaba moderna presenta, oltre ai normalissimi problemi adolescenziali che affliggono qualunque tredicenne, un ulteriore problema: non conosce le mezze misure. In qualunque contesto si trovi lei è esageratamente felice o triste, assonnata o affamata, chiacchierona o silenziosa, arrabbiata, divertita o annoiata. Spesso tutte queste cose assieme. E che dire della sua continua smania di farsi ascoltare, di vivere ogni giorno tante, troppe avventure, di volere insomma “Tanto. Tutto. Troppo!“?

Ma come spesso accade nella vita, purtroppo, per quanto ci ostiniamo a volere che le cose vadano sempre in un certo modo, non tutto è prevedibile, non tutto asseconda i nostri desideri. E talvolta ci ritroviamo in uno stato di incertezza, come Qualcosa di Troppo che “non sapeva che cos’era quel buco che adesso si ritrovava al posto del cuore. Un buco troppo buco al posto di un cuore troppo cuore”.

citCome colmare dunque questo vuoto? Musica, danza, lingue straniere e nuovi sport. Feste, escursioni e nuovi incontri alla disperata ricerca di un Amore che potesse farla sentire di nuovo divertita, importante, spirituale, sensibile o eccezionale. Persino condividere tutta la propria esistenza con gli altri Ragazzini Abbastanza che passavano le giornate su Smorfialibro fino a ridursi a una vuota e pallida ombra di se stessi: di tutto e di più la Principessa era disposta a provare pur di non sentire più questo tremendo vuoto nel cuore.

E se…

Qualcosa, Niente, NoiaE se invece non fosse questa la risposta giusta al problema? Fedele (ma neanche troppo) allo stereotipo per cui di fronte a una Principessa in difficoltà debba sempre prima o poi apparire un Principe Azzurro pronto a salvare la situazione, l’autrice ci presenta un ulteriore personaggio, dotato di un curioso (quanto e forse più di tutti gli altri) nome parlante, conosciuto come Cavalier Niente. Buffo, sporco, annoiato, maleducato, diretto, un po’ bruttino e decisamente strano, questo insolito soggetto manderà in frantumi pagina dopo pagina, riga dopo riga, tutte le convinzioni di Qualcosa di Troppo, con l’aiuto dell’inseparabile Madama Noia e della serena ma ferrea logica di chi non ha paura di stare da solo, di non-fare, di fermarsi ad ascoltare per capire cosa nella vita conti davvero e di come gli altri possano arricchire la nostra esistenza ma mai aiutarci a essere noi. Perchè ognuno di noi deve imparare prima o poi ad apprezzarsi per ciò che è: qualcosa. Nè di troppo, nè di niente. Semplicemente Qualcosa.

Valentina Guerrera

 

 

 

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