Sinfonia di luci: il Concerto di Casorati

Le giovani donne del dipinto il Concerto si spogliano purificando nell’aria rarefatta e sospesa i corpi nudi ed abbagliati dalla luce solare . Esse appaiono come allucinazioni in un limpido pomeriggio estivo. Le malizie e gli inganni rimangono fuori dalle finestre di cristallo. Da queste penetra esclusivamente la fresca brezza che risana i corpi leggeri di questi spiriti puri.

Le visionarie creature musicano ballando, cantando e suonando.  Restituiscono all’aria chiarissima e “mattinale” la gratitudine del ristoro ricevuto.  Le figure dipinte da Casorati paiono girasoli, indorate dalla luce effondono riconoscenti la propria ricchezza nell’aerea frescura estiva.

Queste donne aggraziate volano lontano sfiorando parallele realtà di sogno. Qui danzano lievi come fosse un concerto benedetto ed ogni passo sembra poesia, redime il mondo. Questa è la verità assoluta, svelata così com’è: sana e leggera.

A mezz’aria tra gli astri, come un sole sicuro ed indispensabile ecco il corpo umano. Rosa e luminoso, forte ed assoluto, incorruttibile approdo dove si ricrea ogni attimo e vergine la forma.

Le protagoniste del concerto sono essenze profumate che rievocano il passato, esistono nel presente già definiscono il futuro. Rappresentano l’essere indecifrabile che in sé contiene vita e morte, opposti placidamente bilanciati nell’equilibrio perfetto dei loro visi sereni, umani.

Le giovani donne così spogliate sembrano volerci comunicare a gran voce che la vera ricchezza è indecifrabile. Essa risuona nei colori accesi della natura, negli odori che la brezza regala al nostro olfatto. Le forme dipinte però tacciono. Questo perché la verità non va svelata ma intuita e comunicata attraverso il corpo.

Le forme pure delle musicanti di Casorati restituiscono la vita, rinnovano e proteggono chi sa “vedere” e ricevere. Così una realtà “migliorata” viene trasferita dall’opera dell’artista piemontese all’animo inquieto dell’osservatore. Quest’ultimo approda in paradisi di sogno dove le forme si disciolgono nei toni chiari e le ombre bruciano sotto sicuri raggi di luce.

Lo stato di grazia che si respira osservando il concerto ci trasporta in un mondo sospeso e sublime dove l’umanità risuona come un canto incorrotto. Dove c’è giustizia c’è corpo, dove c’è letizia risiede la realtà. Questa pare costruirsi in forme nuove sotto i nostri piedi “seguendo l’istinto e la fede”.

N’importe où, n’importe où, pourvu que ce soit hors de ce monde!

Angela Calderan

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