l’apparenza che non inganna, i corpi di Schiele

Schiele: ossessione, poesia e performance

Le crude nudità che definisce l’artista viennese descrivono i toni drammatici  dell’interiorità. Qui il sentimento plasma la realtà, la profondità deforma la superficie.

Schiele ricercò nella natura la perfetta combinazione di forme capace di corrispondere ai contenuti della sua intimità. La leggerezza della natura, il suo sviluppo armonico, non erano in grado di trasmettere la ricchezza della profondità umana. Egli cominciò una ricerca estrema. Nessun simbolo era capace di collimare le caotiche articolazioni della psiche: ogni segno predefinito costringeva il sentimento e l’elemento astratto lo rendeva irreale.  Questa situazione d’incertezza dominò l’animo dell’artista fino a quando, alzando lo sguardo verso lo specchio, egli finalmente riconobbe se stesso. Schiele si commosse ritrovandosi finalmente nelle linee della propria apparenza. Qui, in maniera trasparente, emergevano le tensioni della vita, ciò che lo rendeva umano, ciò che lo rendeva unico, reale.

Nasce così l’ossessione verso la superficie, unico vero riflesso della realtà interiore, inesauribile fonte di conoscenza. Essa rivela, attraverso la sua natura oscena, angosce, felicità, sogni e paure.

I percorsi contorti descritti dalle linee del corpo umano riflettono senza impedimenti gli abissi della personalità. Questa si libera verso l’esterno cercando ascolto, sguardi di comprensione. É tutto qui, il corpo diventa “l’intenzione, l’ evento ed il risultato”.

La scoperta dei propri spigoli è rivelazione agli occhi di se stessi. Saper guardare umanamente alle fisionomie degli altri trasporta in un mondo di amore, umanità, emozione e tolleranza. Nella superficie del corpo si concentra l’energia del sentimento.

Schiele vuole raccontarsi e lo fa attraverso la propria apparenza. Così le debolezze emergono a deformare il corpo, unico tempio dal quale non ci è dato scappare. Tra tutti i modi possibili per raccontarsi questo è il migliore: qui la realtà si modella sullo spirito definendo l’eccezionalità  dell’uomo.

Angela Calderan

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