Houellebecq economista

Avete sempre fatto un gran fatica a capire l’economia? Se la risposta è positiva, allora dovete proprio cimentarvi con i romanzi di Michel Houellebecq. Il perché è chiaramente spiegato da Bernard Maris, una delle vittime dell’attacco terroristico alla redazione di Charlie Hebdo, nel suo formidabile saggio Houellebecq Economista (Bompiani Overlook). Se volete comprendere come lo spirito libertario degli anni Settanta e la New Age siano diventati strumenti nella mani del grande Capitale, dovete leggere Le particelle elementari. Per capire pienamente la rapacità di un’economia basata sul libero mercato, che raggiunge gli individui anche nella sfera sessuale, non c’è niente di meglio che Estensione del dominio della lotta. Per avere una attenta disamina della divisione del lavoro, del suo sviluppo e una esposizione del pensiero del teorico dell’innovazione Joseph Schumpeter, allora bisogna avere sotto mano La carta e il territorio. Leggendo La possibilità di un’isola, farete due passi nel devastato mondo post-capitalistico, un mondo che ha realizzato il sogno di ogni consumista narcisista: l’immortalità. Se invece, volete farvi affascinare dalla questioni sull’utile e l’inutile, e dal funzionamento del mercato del sesso e della prostituzione, leggete Piattaforma.

In particolare, in Le particelle elementari l’autore scandaglia con maestria il legame esistente fra liberalismo economico e libertinaggio sessuale. Il primo organizza scientificamente una competizione serrata fra gli individui per un lavoro ed un salario; il secondo distrugge la famiglia nucleare e trasforma tutti gli individui in atomi desideranti, ovvero nei più perfetti ingranaggi di un sistema economico che si fonda dell’incremento del desiderio, che è stimolo al consumo. A detta di Maris, nessun romanziere è riuscito a sintetizzare lo spirito del capitalismo così bene, fondato sull’incertezza e sull’angoscia, sull’assenza di legami sociali e sulla solitudine.

Houellebecq vaccina i suoi lettori contro l’economia e il suo dominio, una “scienza triste” incapace di comprendere i veri bisogni dell’Uomo. Quello di Maris è un vero e proprio “antimanuale di economia”, come recita il titolo della versione originale. Maris non fa sconti, l’economia va messa sotto controllo perché genera profonde ferite nel tessuto sociale quando è lasciata libera. Ferite che Houellebecq mette in luce in ogni suo romanzo. Un saggio, questo, che andrebbe meditato e studiato, soprattutto per la sfiducia assoluta nell’economia e nelle altre scienze sociali, che sono in realtà pseudoscienze che schiavizzano gli individui con numeri e azzardate previsioni.

Maris e Houellebecq, hanno pienamente ragione quando scrivono che in futuro gli economisti, i manager, gli statistici e i banchieri non saranno di certo ricordati.

Davide Cavaliere

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