7 film d’animazione giapponese che forse non conosci 

I film d’animazione giapponese spesso si distinguono da quelli occidentali non tanto per i contenuti morali che entrambi possiedono, quanto per la sensibilità e la delicatezza con cui quest’ultimi li diffondono, servendosi dell’inconfondibile e affascinante tocco orientale. 

Guardando i paesaggi pittoreschi del maestro Miyazaki possono affiorare i più teneri ricordi d’infanzia, mentre si può intraprende un vero e proprio viaggio psichedelico se ci si immerge all’interno della geniale mente di Satoshi Kon. Vi proponiamo una lista di 7 film adatti ai gusti più svariati, ma tutti veri capolavori d’animazione.

  1. “Paprika- Sognando un sogno” (2006) di Satoshi Kon. Questo film, tratto dall’omonimo romanzo di Yasutaka Tsutsu, è frutto di un brillante regista che decide di “ipnotizzare” lo spettatore esplorando la dimensione dell’inconscio e trattando una sfera profondamente psicologica e intima dell’io. Kon gioca abilmente con i labili confini tra realtà e sogno, creando mondi surreali, scene simboliche e personaggi complessi. È un film da codificare e LKOkOmbP_oanalizzare, anche se ci si rende presto conto che è impossibile avere il controllo degli eventi, perché sarà sempre più difficile distinguere la dimensione onirica da quella reale, non per niente riscontriamo evidenti analogie nel celebre film di Nolan “Inception” (2010), il quale ha preso diversi spunti da questo film d’animazione. Un motivo in più per non perdervelo!
  2. “The Boy and the Beast” (2015) di Mamoru Hosoda. Questo recente film d’animazione è un piccolo capolavoro adatto sia ai grandi che ai più piccoli. Appare evidente fin da subito l’inimitabile originalità nipponica nel trattare temi universali come l’amicizia, il coraggio, la forza e il dolore. Il protagonista, Ren, si ritrova a vivere in un mondo parallelo popolato esclusivamente da animali antropomorfi, grazie al fedele maestro Kumatetsu imparerà a sconfiggere i propri demoni. 
  3. “La tartaruga rossa” (2016) di Michaël Dudok de Wit. Chi non conosce lo Studio Ghibli e il Maestro dell’animazione giapponese Hayao Miyazaki? Siccome film come “La città incantata” e “Il castello errante di Howl” si sono aggiudicati una fama internazionale (e per ovvie ragioni), vi proponiamo un film della medesima casa cinematografica nipponica che forse non tutti conoscono, ma che merita di uscire timidamente dal guscio. Non è un film diretto da Miyazaki, ed è frutto del lavoro di case provenienti da Francia,  Belgio e Giappone, per questo i disegni si differenziano dall’inconfondibile stileRisultati immagini per la tartaruga rossa Ghibli. Questo delicatissimo capolavoro d’animazione è stato candidato agli Oscar nel 2017 e ha vinto un premio al Festival di Cannes nel 2016, si tratta, insomma, di un film per veri cinefili, con un impressionante tocco autoriale e indipendente. La particolarità di quest’opera è la totale assenza di dialoghi, una scelta originale ma in perfetta linea con lo stile dell’animazione e la trama: le linee pure dei disegni che danno vita ad una natura incontaminata non necessitano di ulteriori spiegazioni. Questo “ritorno alle origini”, sia per quanto riguarda la tecnica del muto, sia per i contenuti del film, gli conferiscono un valore inestimabile e assolutamente unico nel suo genere.
  4. “Perfect Blue” (1997) di Satoshi Kon. Immergiamoci ancora nell’intricato universo psicologico del regista dell’inconscio per eccellenza. Come in “Paprika- Sognando un sogno”, Kon spinge lo spettatore al limite del reale, ma questa volta conferendo tinte più dark al tema del doppio (presente anche nel film del 2006). È un thriller psicologico angosciante e claustrofobico che ci mostra l’esplosione di primitive pulsioni umane nel contraddittorio mondo dello spettacolo.
  5. “La ragazza che saltava nel tempo” (2006) di Mamoru Hosoda. Torniamo nel fantastico mondo di Hosoda, che in questo caso assume una dimensione realistica, nella quale interviene l’elemento sovrannaturale dei viaggi nel tempo. Si tratta di un film drammatico, ma che conserva momenti di comicità e soprattuto di romanticismo. La commozione però è inevitabile!
  6. “Il giardino delle parole” (2013) di Makoto Shinkai. La vera protagonista di questo Risultati immagini per il giardino delle parolefilm è la straordinaria tecnica d’animazione; i vibranti toni verdi del parco e la pioggia sembrano nati dalla mano di un pittore impressionista. La delicata storia d’amore tra un giovane aspirante calzolaio e un’insegnante viene quasi sovrastata dalla poesia che pervade gli spazi naturali e da una pioggia malinconica che sarà l’elemento unificante della breve ma commovente trama.
  7. “Your name.” (2016) di Makoto Shinkai. Concludiamo con il recente film del sopracitato regista Makoto Shinkai, che in questo film ci offre una storia d’amore appassionante e fuori dagli schemi, eppure così forte da battere persino lo spazio e
    il tempo, che ostacolano l’amore dei due protagonisti. È la storia di due ragazzi che si scambiano i rispettivi corpi, così iniziano a comunicare lasciandosi dei messaggi sul telefono, perché devono condurre l’uno la vita dell’altro, almeno finché si trovano intrappolati nel suo corpo, finché un giorno questo scambio si interrompe bruscamente. Il giovane decide di cercare personalmente la ragazza, ma questa ricerca lo porterà a una terribile rivelazione…

Eleonora Grossi

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