Chi è Liberato?

13 febbraio 2017. Esce su Youtube il video 9 Maggio, singolo d’esordio di Liberato, ed è subito un successo: migliaia di visualizzazioni nel giro di pochi giorni, che diventano centinaia di migliaia dopo poco più di un mese, senza pubblicità ma solo grazie al passaparola. Niente male per un singolo autoprodotto di un cantante al suo esordio. Le ragioni di tale successo sono sicuramente da ricercare nella sua musica: ritmo pulito, rap stilisticamente impeccabile, il tutto in napoletano ma svecchiato e alleggerito da quell’alone patetico e folkloristico tipico dei cantanti neomelodici. Liberato musicalmente è una droga, entra diretto in testa e non esce, tanto che persino leggere distrattamente il titolo di uno dei suoi singoli fa riaffiorare immediatamente in testa la melodia.
La vera fama arriva quando Roberto Saviano elogia il suo lavoro in un post su Facebook: ecco che nel giro di pochi mesi le views diventano milioni, Liberato diventa conosciuto prima in tutta Italia e poi anche all’estero. Nel giro di tre mesi Liberato diventa un illustre sconosciuto che miete successo sulle due rive dell’Oceano Atlantico.

Chi è quindi Liberato? Non si sa. Le uniche informazioni che abbiamo sono che è di Napoli, che indossa sempre una felpa nera con il cappuccio con tanto di scritta Liberato a caratteri cubitali sulla schiena, come il nome di un calciatore sulla maglia di una squadra. E nient’altro. Nei pochi concerti tenuti, alcuni hanno tentato di scattare una foto (a discapito dei divieti) al volto nascosto dell’artista senza però riuscirci e il segreto del suo anonimato rimane, appunto, un segreto, nonostante siano passati ormai un anno e mezzo dall’uscita del primo singolo.
Le teorie su chi possa nascondersi sotto il cappuccio nero si sprecano. Alcuni pensano sia Calcutta (entrambi collaborano con Francesco Lettieri, regista dei i loro video). Altri pensano che sia semplicemente un cantante che tiene nascosta la sua vera identità, come un Batman della musica, che quando non veste i panni dell’artista è un ragazzo come tutti, che magari fa il panettiere, o l’operaio, o il manager.
La teoria più accreditata, tuttavia, deriva dal fatto che nei suoi video sembri cambiare continuamente corporatura, altezza e fisico: si pensa che Liberato sia in realtà un progetto musicale creato ad hoc, non un vero e proprio volto, bensì una maschera impersonata da diversi artisti.

E questa ultima teoria ci spiegherebbe anche le ragioni del suo anonimato, che non vuole essere un modo per far parlare di sé, o per fare successo. Il mistero di Liberato fa parte del personaggio, è un suo tratto, una sua qualità. Nella società dell’apparire e dell’essere sempre sotto i riflettori e del dover per forza etichettare tutto, ci infastidisce che questa figura così conosciuta non abbia un volto definito. Ed è forse per questo che gran parte degli articoli su Liberato siano tutti volti allo smascherarlo, allo scoprire chi sia in realtà, al fotografarlo di nascosto ai suoi live. Magari dovremmo solo smettere di pensarci e godere della sua musica.

Luca Negro

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