Bianca Pitzorno e i suoi libri “dalla parte delle bambine”

Con la sua carriera trentennale come autrice per ragazzi Bianca Pitzorno ha acquisito una certa notorietà. Tra le sue opere più conosciute troviamo Ascolta il mio Cuore, L’incredibile storia di Lavinia e Tornatras. Ambasciatrice UNICEF, insegnante e saggista, la scrittrice sarda è stata una delle voci più importanti all’interno della letteratura italiana per ragazzi, ma soprattutto per ragazze. Peculiarità di Pitzorno è, infatti, la sua attenzione nei confronti della dimensione del femminile: le protagoniste dei suoi romanzi sono tutte bambine o giovani donne, che devono scontrarsi (fra le altre cose) con il modo in cui le donne vengono percepite e cresciute all’interno della società. Una novità nella letteratura per bambine, che – a eccezione di casi come Pippi Calzelunghe di Lindgren o Bibi di Michaëlis – si è sempre distinta da quella maschile. Fino a tempi molto recenti, infatti, il suo scopo era puramente educativo: le bambine erano incoraggiate a prendersi cura di casa e famiglia, la bellezza della vita domestica era esaltata, si insisteva su pudore e abnegazione; le storie per bambini, invece, si erano liberate più in fretta della “pedanteria” educativa e potevano già contare su una grande varietà, utile anche a stimolare l’interesse dei giovani lettori che esploravano il mondo attraverso le pagine di un libro.

La letteratura italiana dei primi del Novecento ha già qualche personaggio femminile fuori dagli schemi, come Viperetta o la Vispa Teresa, ma il vero cambiamento si attua nella seconda metà del secolo.

Le bambine di Pitzorno sono intraprendenti, dotate di un forte senso della giustizia, spesso ribelli ma intelligenti e riflessive. Sono in perenne lotta col mondo degli adulti, sovente prevaricatori e incomprensibili nelle loro convinzioni, e da cui non si sentono ascoltate a sufficienza. Le questioni di genere sono affrontate in maniera decisamente innovativa: Extraterrestre alla pari, pubblicato per la prima volta nel 1979, racconta la storia di un giovane extraterrestre proveniente da Deneb, dove i giovani non conoscono il proprio sesso di appartenenza fino alla maggiore età e sono quindi cresciuti in maniera neutra. Mo, la giovane creatura aliena protagonista del romanzo, fatica ad adattarsi agli usi e costumi della Terra degli anni ’70, su cui si è recata per uno scambio culturale. Secondo gli psicologi terrestri Mo è certamente di sesso maschile, per l’intraprendenza e lo scarso rispetto delle regole che lo contraddistinguono. I panni del ragazzino stanno un po’ stretti a Mo quando si rende conto di non essere autorizzato a piangere, esprimere debolezza o istinto di cura nei confronti dei cuginetti, giocare con la sua bambola preferita e appassionarsi ad attività come il lavoro a maglia. Quando però l’esame del DNA rivela che Mo in realtà è una bambina, la situazione peggiora: la giovane extraterrestre viene cacciata dal gruppo di amici, non ha più il permesso di fare la lotta o arrampicarsi sugli alberi, subisce il peso della famiglia adottiva che la vorrebbe arrendevole e compiacente. Alla fine del romanzo la giovane Mo, incapace di sopportare ulteriormente il peso degli stereotipi di genere, tornerà su Deneb portando con sé alcune amiche terrestri per recuperare la libertà perduta.

La scelta di trattare temi del genere ha attirato qualche critica, in particolare da alcuni gruppi politico-religiosi che hanno accusato Bianca Pitzorno di promulgare la cosiddetta “ideologia gender” (un termine improprio utilizzato per definire l’insieme degli studi di genere e LGBT degli ultimi decenni) attraverso le sue opere. L’autrice ha quindi scherzosamente domandato ai seguaci della sua pagina Facebook se qualcuno di essi fosse diventato gay proprio grazie ai suoi libri, raccogliendo il supporto dei lettori. A prescindere dalla politica, il lavoro di Pitzorno (che ora si occupa soltanto di romanzi per adulti) è particolarmente interessante per i suoi elementi innovativi e l’approccio giocoso con cui l’autrice presenta il mondo attraverso gli occhi dei bambini.

Valeria Quaglino

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Mezzatazza ha detto:

    Tra le migliori scrittrici di sempre, nella mia biblioteca personale!

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