I 7 tipi di clienti che chi lavora in un locale (purtroppo) conosce

Il lavoro a contatto con la clientela è qualcosa di magico perché ogni giorno dà la possibilità di incontrare le varietà più stravaganti del genere umano. Prima di indossare il grembiule, il cappello o i guanti da lavoro devi fare un respiro profondo e armarti di molta pazienza, perché sai già che non sarà per nulla facile affrontare la giungla che ti sta aspettando oltre il bancone. Dopo un veloce sondaggio con chi è del mestiere, ci sentiamo di poter stilare una lista delle 7 categorie di persone che sai già che inevitabilmente dovrai servire:

1. Chi non saluta
Il soggetto che non saluta è quello che più irrita durante la giornata. Lui apre la porta del locale e, dirigendosi al tavolino prescelto, passa davanti al bancone dicendo “due caffè, di cui uno macchiato caldo, un cornetto alla crema e uno integrale ai frutti di bosco”. Chi è dietro al bancone non ha neanche avuto il tempo di posare la brioches che stava farcendo, prendere il blocchetto su cui segnare l’ordinazione e dire “buongiorno anche a lei”. A questa tipologia si affianca spesso chi preferisce urlare dal fondo della sala che gradirebbe anche lui un caffè piuttosto che aspettare che il cameriere di turno venga a prendere l’ordinazione.

2. Chi deve per forza complicare le cose
Il soggetto sopracitato è solitamente donna e credendo di essere speciale ritiene opportuno modificare ogni ingrediente del menù. Ti guarda con aria di sufficienza prendere il taccuino e sospirando ti detta un caffè decaffeinato schiumato con latte di soia in vetro. Ovviamente per lei è impensabile che il locale non abbia il latte di soia e quando le viene detto rimane talmente scioccata da cancellare il suo ordine e puntare piuttosto su un bicchiere di acqua naturale fuori frigo.

3. Chi fa domande a cui davvero non sapresti dare una risposta
Questo genere di cliente fa dubitare che la frase che diceva sempre un bravo professore di filologia, “non ci sono domande stupide ma solo risposte stupide”, sia vera. Incredibile a dirsi, ma a volte le domande che vengono poste sono di questo calibro: “il gelato alla fragola … che gusto ha?”, “nel cono avevo chiesto il cioccolato al latte, eppure questo non è bianco”, “può dirmi di che marca è l’acqua che vendete? no, allora no, bevo solo Vitasnella io”, “cosa c’è dentro all’estathè alla pesca?”, “mi scusi posso avere una tazzina con dell’acqua calda, che mi sono portata da casa il mio caffè solubile?”

4. Chi ha rubato in chiesa, ma specifica sempre di no
Ad ognuno di noi potrebbe dar fastidio avere nel portafoglio monetine che oltre a pesare parecchio e occupare spazio non valgono quasi niente, quindi perché non metterle tutte in un sacchettino e andare al bar a pagare una colazione da 5-6 € ? A volte questa tipologia di cliente si rende conto di essere un tantino fastidiosa e quindi per evitare al barista il compito di contarle una ad una preferisce fare tante colonnine da 10 cent occupando tutto il bancone, per poi concludere con un “tanto a voi la moneta serve sempre” molto soddisfatto.

5. Chi ti chiede sempre un aggiunta con l’occhiolino
Esistono i menù, esistono i prezzi, esistono le dosi, e poi esistono quei clienti che ti chiedono un cono baby “però a me fammelo più grosso che non sono un bambino” oppure un cocktail “ma bello carico eh”. Difficile spiegare la natura di tali richieste se non giungendo alla conclusione che essere tirchi a volte è più di uno stile di vita. Quello che non sanno è che il cameriere li guarda, gli sorride, e poi glielo fa esattamente della stessa dimensione di tutti gli altri, perché se sul cono vuoi due palline hai solo da ordinare un cono con due palline.

6. Chi si impegna nella scelta del tavolo
Prendiamo una sala con 10 tavolini, di questi 9 sono puliti mentre da uno si è appena alzata una coppia, potremmo scommettere che sarà quest’ultimo quello che il nuovo cliente andrà a scegliere, premurandosi anche di far notare al cameriere che sul suo tavolo ci sono tazzine non sue ed è anche un pochino appiccicoso.

7. Chi prende un caffè al posto di prenotare una seduta dallo psicologo
L’ultimo esemplare della lista è solitamente oltre i 30, ha il viso stanco e molto tempo a disposizione. Solitamente prende al banco e aspetta solo che tu prenda in mano lo straccio per asciugare i bicchieri in un momento di calma per attaccare a parlare. Imprigionandoti nei suoi problemi, ti porta a desiderare di non avere mai figli, di non prendere mai marito, ma anzi di comprare un cane e vivere per sempre felice con lui.

Daniela Perazzo

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Moon ha detto:

    1.Chi non saluta è solitamente il cliente che riceve da me i sorrisi più grandi e le gentilezze più sofisticate. Se funziona lo metto in difficoltà. Se non funziona a io mi sento la donna più buona del mondo.
    2.Esistono anche gli allergici al glutine e ai derivati del latte, che però sono pure vegani e non amano il pomodoro. Mi chiedo: ma perché cazzo non te ne stai a casa tua? Dove tutto è più SICURO e comodo…
    3.Qui io invento sempre un po’. Il mio neurone solitario si esprime come non mai in queste occasioni, e riesco a vendere anche la mia stessa anima. Non venite da me, se volete fare domande: io ho una risposta (del cacchio) per tutto.
    4.Chi ruba in chiesa lo lascio impilare i soldi mentre servo altre dieci persone. Non sarò certo io, a quel punto, ad essere stizzita, ma le persone che stanno in fila per pagare dopo di lui…
    5.A chi chiede l’aggiunta…Ah ah! Prezzo doppio, sempre. Ti passa la voglia, tranquillo. E se pensi di pagare mezza porzione la metà dei soldi…non ci hai capito nulla: urla e sbraita su Tripadvisor: o vai al Mac Donald o ti rassegni a portarti a casa l’altra metà della porzione.
    6.Io sono un mastino: nessuno entra o esce dal ristorante senza che io abbia dato l’ok. A costo di prenderli a testate…
    7.Ecco…per questi non sono capace di difendermi… sebbene io non abbia MAI tempo per ascoltarli, mi piange il cuore a non dire nulla. E così a volte resto impelagata con otto chili di piatti sporchi in mano ad ascoltare l’ultima operazione che il povero Labrador ha dovuto subire per un tumore, sorridendo e dicendo Mi dispiace, chissà che brutta esperienza, quando in realtà non me ne frega nulla.
    8? La categoria che ha fretta non l’hai messa: quelli che in dieci minuti vogliono mangiare: antipasto di terra, una piatto di spaghetti, una tagliata di Cinta bene cotta, dolce, caffè e ammazza caffè. Aspetta: vado a prendere anche l’imbuto…
    Scusa se mi sono sfogata 🙂

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    1. Daniela Perazzo ha detto:

      Hai assolutamente ragione!
      La lista potrebbe essere infinita… Dimentichiamo anche quelli che ci provano in modo così vergognoso da farti prendere in considerazione il convento… Se poi hanno più di 56 anni finisci il turno che necessiti di una doccia da quanto sono stati viscidi!
      Però cosa dire, quando poi mi escono dei cappuccini perfetti mi sento così soddisfatta che passa tutto 💪🏻

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    2. Moon ha detto:

      ohhh…il cappuccino perfetto: uno dei piaceri della vita…per quelli che ci provano: è un luogo comune, inutile combatterci. Devi solo farti arguta nelle risposte, fossato anche le 5 di mattina 😉

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  2. illettorecurioso ha detto:

    Bellissimo articolo e purtroppo molto vero!

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    1. Daniela Perazzo ha detto:

      Grazie mille!

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