Le brio: una commedia francese che ci insegna l’ars oratoria della semplicità

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Neïla Salah è una giovane ragazza di origini arabe, proveniente dai sobborghi di Parigi, le note banlieue, che una mattina indossa il suo personalissimo scudo, cuffie alle orecchie con la musica a tutto volume, e senza nascondersi ma con enorme orgoglio, esprime la sua identità, con jeans e felpa. E’ una mattina speciale quella che fin da subito ci viene raffigurata, in questa pellicola: ella sta per intraprendere il percorso verso il futuro che ha scelto e che sognava fin da bambina, l’Università di Legge. Peccato che le favole non esistano: dopo l’interminabile viaggio per arrivare alla Parigi bene, in ritardo, si scontra subito con la realtà, lei che sa bene che le favole non esistono.

Il professore Pierre Mazard è un uomo che ha fatto delle parole la sua vita, a tal punto che esse hanno preso il sopravvento su di lui: a causa dei suoi modi burberi e dell’intolleranza, mai celata, alle differenze etniche è a rischio licenziamento e in attesa di procedimento disciplinare. La sua unica salvezza è proprio la francese di seconda generazione, prepararla al più importante concorso di retorica della Francia insegnandole i trucchi dell’ars oratoria.

Le brio, titolo originale di Quasi nemici – L’importanza di avere ragioneè la storia di due persone estremamente diverse ma profondamente simili che sfidano qualunque logica: prima si scontrano e poi si incontrano. E dal loro incontro nasce un’amicizia sui generis che cambierà la vita di entrambi, inaspettatamente.

Non una banale pellicola sull’amicizia che batte il razzismo: vi sorprenderanno infatti i toni poco romantici e l’humour assolutamente politicamente scorretto. E i tanti ulteriori temi affrontati. Una delle frasi più belle pronunciate dai nostri protagonisti ne è, infatti, lo specchio: “Quando si parla bene ci si dimentica come dire le cose in maniera semplice”. Una parentesi sicuramente più in linea con il genere comedy romantico è la storia d’amore che Neila vive col suo amico d’infanzia, apparentemente “tonto” ma dotato di estrema sensibilità. Quel primo amore che tutti dovremmo vivere per poi probabilmente lasciarci alle spalle, ma che con la sua delicatezza ci permette di affrontare le difficoltà che la vita ci mette davanti per farci crescere, con un po’ di zucchero sulle labbra e lasciandoci dei soffici ricordi della nostra gioventù nel cuore.

Bravi anche gli attori, rispettivamente Camélia Jordana, vincitrice ai César del 2018 del premio come Miglior Promessa Femminile e lo straordinario Daniel Auteuil. 

Francesca Ranieri

 

 

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