«Tremate, le streghe son tornate» e approdano su Netflix più dark e agguerrite che mai

Ogni generazione porta con sé mode, musica, modi di dire e molto altro che conserva nel tempo con gelosia, e rivolge qualche sorriso nostalgico ai bei vecchi tempi sempre più lontani (non vorrei infierire, ma ormai siamo molto più vicini al 2030 che ai folli anni ’80).

Elementi ancora ricorrenti nelle chiacchiere dei Millenials sono alcune iconiche serie tv che li hanno accompagnati fin dall’infanzia: chi non ricorda le stravaganze di un emergente Will Smith in Willy il principe di Bel Air o le stranezze dei migliori amici di Friends? Non stupisce che la notizia del ritorno di una delle protagoniste delle sitcom più amate sia stata accolta con entusiasmo da moltissimi spettatori.

Lo scorso 26 ottobre Netflix ha sorpreso il suo pubblico con un anticipato “dolcetto o scherzetto” che ha fatto saltare di gioia milioni di streghette, rilasciando la serie Le terrificanti avventure di Sabrina, e lo stupore è stato ancora più forte nel ritrovare quella che si ricordava essere una serie ironica fortemente cambiata.                                      Lanciata dall’ABC nel 1996, Sabrina, vita da strega racconta le vicende di Sabrina Spellman (Melissa Joan Hart) una teenager americana buffa e maldestra con un grande segreto: è una strega. Questo dettaglio non proprio insignificante è il principale motivo di incomprensioni e del successo della serie.

Fatta eccezioni per i personaggi principali, le due storie non potrebbero essere più diverse.nuova-sabrina-netflix

La serie targata Netflix si basa sull’omonimo fumetto di Roberto Aguirre-Sacasa, a sua volta ispirato ad un personaggio degli Archie Comics, e basta il titolo ad evocare tematiche horror dai toni profondamente dark.

La nuova Sabrina (Kiernan Shipka) è insieme una comune ragazza di Greendale, con amici e interessi normali, e la discendente di un’antica stirpe di streghe. Al compimento del suo sedicesimo anno si trova ad un bivio: abbandonare la sua vita mortale o abbracciare in definitiva la sua natura oscura? Guidata dalle zie Hilda (Lucy Davis) e Zelda (Miranda Otto), la scelta della ragazza dovrebbe essere quella di seguire le orme degli antenati, ma Sabrina è stata cresciuta da strega tra gli esseri umani e rifiuta di abbracciare una o l’altra vita.

Ci troviamo di fronte ad un reboot. Le nuove avventure della strega sono più horror di come le ricordavamo e la direzione artistica non si è risparmiata con i chiari riferimenti al satanismo, con simboli e idoli, rituali controversi ed incantesimi in latino, oltre che con qualche nota splatter, ma perno centrale della storia è la sua protagonista, la ribelle Sabrina che sia nel liceo di Greendale sia nell’istituzione magica in cui si trova catapultata si batte a spada tratta per la difesa dei suoi diritti, in nome di uno spiccato femminismo che la porta a farsi valere contro i bulli della scuola e il sistema della congrega.

Senz’altro la serie ha moltissimi elementi positivi, come la buona realizzazione deglichilling-adventures-of-sabrina-il-poster-della-serie-maxw-644 effetti speciali, l’aria atemporale della piccola città americana che pare sospesa tra gli anni ’60 e i tempi moderni, la direzione alla fotografia con la scelta di realizzare inquadrature spesso con angoli smussati (per dare alle immagini un aspetto più magico) e la sopracitata determinazione della sua protagonista, ma non vanno trascurati anche gli aspetti negativi, prima tra tutti la mancata delineazione di alcuni interessanti personaggi secondari come gli amici umani di Sabrina e i dialoghi a tratti troppo semplici. E’ indubbio però che la serie abbia ripagato le aspettative del suo pubblico, già in fermento per l’attesa di un sequel, e le basi gettate in questa prima stagione si prospettano molto incoraggianti e ambiziose.

Spoiler alert!                                                                                                                    Dimenticate le battute sarcastiche dell’indimenticabile gatto parlante Salem: in questa serie oltre a miagolii e fusa tutto tace.

Ilaria Cavallo

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