Nicholas Evans: L’uomo che sussurrava ai cavalli

Se per staccare dagli incubi della sessione invernale siete in cerca di una storia leggera e divertente da leggere per rilassarvi è bene che chiudiate questo articolo e vi concentriate su qualcos’altro. Se invece volete commuovervi leggermente di fronte a tragici incidenti e crescite interiori, in un viaggio per ritrovare amore, speranza e legami con la natura del mondo a lungo dimenticati, questo romanzo, ormai entrato a pieno titolo tra i classici della letteratura degli ultimi anni, è ciò che fa per voi.

Tutto ha inizio con una normalissima passeggiata per la giovane Grace e il suo cavallo Pilgrim. Nulla di strano, è in compagnia di un’amica e c’è solo un po’ di neve lungo il sentiero. E’ mattina presto e non dovrebbe esserci nessuno da quelle parti… ad eccezione di un autista di camion in giro per consegne di lavoro, che ha scelto di prendere una scorciatoia in preda alla fretta. Ghiaccio, un attimo di distrazione, stridore di freni e panico degli animali fanno il resto. Nulla da fare per l’amica e il suo cavallo, ma Grace e Pilgrim sopravvivono. Se di vita si può parlare di fronte alle menomazioni gravi subite dall’animale e alla perdita di una gamba da parte della ragazzina.

Che resta da fare dopo una tragedia come questa se non cercare di voltare pagina e compatire la povera Grace? Un sacco di altre cose, soprattutto se vostra madre è una famosissima editor con determinazione da vendere e abbastanza carattere da inseguire un perfetto sconosciuto da uno Stato all’altro per convincerlo a occuparsi del cavallo di sua figlia. Quasi avesse avvertito la connessione tra i due, Annie ritiene che solo guarendo il cavallo Grace potrà tornare ad affrontare la sua vita. E chi meglio di Tom Booker, addestratore di cavalli del Montana, che si dice sia l’ultimo a praticare un’antica arte tramandata tra gli uomini della medicina nativi, potrebbe farlo?

Un’ottima conoscenza degli animali acquisita con il lavoro di una vita, unita a una grande sensibilità e – perché no – forse un pizzico di magia, l’hanno reso in grado di comunicare con i cavalli in un modo assolutamente fuori dal comune; da cui il titolo dell’opera edita nel 1995, da cui è stata tratta anche una versione cinematografica. Basterà questo a salvare Grace e Pilgrim? E cosa ne sarà di Annie dopo il trasferimento (che forse sarebbe più corretto chiamare invasione) dei tre nel ranch dei Booker? Colpi di scena, sentimenti forti, ulteriori tragedie e descrizioni paesaggistiche veramente evocative vi trascineranno tra le pagine del libro, con il fiato sospeso, in attesa di poter correre di nuovo – o almeno, così si spera – insieme a Grace e Pilgrim tra i boschi e le praterie.

Valentina Guerrera

 

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