Nelle viscere della Francia contemporanea

Il protagonista del nuovo romanzo di Houellebecq, Serotonina, è il tipico personaggio dell’autore: un borghese inetto, ordinario, immerso in una aridità esistenziale e soprattutto sessuale. Il sesso, dopo un’avventura con una donna giapponese, è fermo su binari morti. Situazione aggravata dall’utilizzo di certi antidepressivi, come la serotonina, che ha come effetto collaterale l’impotenza. Tutto sembra finito, tutto è piatto e la felicità è un supermercato ben fornito sotto casa. Ma la storia non rimane ferma a lungo. Dopo aver trovato per caso un video in cui la fidanzata è la star di orge con uomini e animali, il protagonista decide di sparire.

Inizia un viaggio a ritroso nel tempo, che lo porta ad incontrare le donne del suo passato. Anch’esse sono sole e depresse. Anche Aymeric, il suo unico amico, non se la passa bene. Allevatore modello di mucche normanne, non riesce a tenere testa alla concorrenza industriale. Quando poi l’Unione europea elimina le quote latte, misura protezionista vitale, tra gli allevatori il malcontento incrementa paurosamente, destinato ad evolvere in lotta armata. Anche il protagonista è attratto dalla violenza, come mezzo per rianimare la propria vita.

In questo romanzo, Houellebecq ci mette davanti agli occhi un’immagine disincantata del mondo globalizzato, guidato solo dal denaro e dal dogma della produttività. Cercare di difendere l’economia locale è inutile, il rullo compressore del liberismo travolge tutto. Tutto dev’essere sacrificato sull’altare del profitto, anche le nazioni. L’Unione europea è un moloch tecnocratico studiato per uccidere le nazioni e impoverire i lavoratori. Le tradizioni devono cedere il passo alla macchina, alla chimica, all’industria e al profitto. L’economia recide i legami di solidarietà: la provincia e la campagna sono abbandonate al loro destino. La disoccupazione e il degrado sono ovunque. Il potere economico, aiutato dalla politica, ci vuole soli e sradicati. Pronti a lavorare ad ogni ora, senza pensieri, senza impegni ulteriori.

L’autore traccia la parabola discendente di un mondo che non ha saputo offrire agli uomini alcun significato. A una civiltà (quella Occidentale) che ha tolto Dio, la Famiglia e la Nazione, cosa è rimasto? Il mito marxista è anch’esso tramontato, rimane il guadagno, il mercato. Come uscire da questa stagnazione umana e sociale? Houellebecq propone l’amore romantico e la fede in Dio. Una fede liberatoria, che va oltre i fatti e che ci chiede di esistere. La trascendenza inceppa la macchina del denaro.

Pur condannando il liberismo, l’autore è lontano anni luce dal marxismo e si inserisce nell’alveo dei grandi reazionari francesi, come Bernanos e Claudel. Loro lo sapevano bene, togli Dio che rende sacro ogni uomo e trasformerai gli uomini in merce, anche Houllebecq lo sa e, attraverso il suo romanzo, anche noi possiamo capirlo. Anche questo suo nuovo romanzo è necessario per comprendere dove va il mondo. E non seguirlo.

Davide Cavaliere

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