Fridays for Future, il venerdì verde di Torino

Era l’agosto del 2018 quando Greta Thunberg decise di saltare la scuola per andare a manifestare, da sola, davanti la sede del parlamento svedese a Stoccolma, protestando contro l’incapacità del proprio governo – e dei governi mondiali più in generale – di attuare riforme efficaci per fronteggiare la crisi del clima.

L’attivista 16enne continuò la protesta per tre settimane di fila fin quando, l’8 settembre, decise di continuare l’iniziativa ogni venerdì.
Documentando il tutto attraverso i propri account social, Greta Thunberg diede di fatto il via ad una serie di movimenti ora presenti in decine di paesi e centinaia di città di tutto il mondo.
Questi movimenti scendono in piazza o manifestano nelle strade ogni venerdì – da cui “Fridays for Future” – e non hanno tardato a formarsi anche nel nostro paese.

Fridays for Future (F4F) è presente anche a Torino. Il 15 febbraio il movimento si è riunito in Piazza Castello per il settimo venerdì consecutivo.
David Wicker, uno dei responsabili per l’organizzazione di F4F Italia, ci racconta come il movimento stia crescendo sempre di più: “Il primo strike è stato un incontro tra amici a Torino, erano in tre. Io mi sono aggregato dalla volta dopo. Man mano siamo cresciuti, questo venerdì – 15 Febbraio – eravamo quasi 90 tra ragazzi, professori e lavoratori.” Wicker precisa anche che il movimento non risponde ad alcun partito ed è assolutamente non violento.
Il movimento torinese è quindi in crescita, mentre continuano a nascere nuovi movimenti su tutta la penisola. Tra le città italiane con gruppi organizzati troviamo Milano, Roma, Genova ma anche Pisa – prima piazza in Italia a mobilitarsi – Bolzano, Taranto e tante altre ancora.

Anche se in crescita, i numeri non sono ancora paragonabili a quelli raggiunti in altri paesi europei. In Belgio circa 30.000 persone, per la maggior parte studenti, hanno preso parte a manifestazioni organizzate a Liegi e Bruxelles.
La sfida da cogliere però non deve essere quella di raggiungere partecipazioni più alte rispetto a questo o quel paese europeo, bensì quella di dar voce, nel miglior modo possibile, all’ultima generazione capace di porre rimedio – o perlomeno rallentare – i cambiamenti climatici.
Il movimento Fridays for Future punta a render noti gli effetti catastrofici descritti dall’ultimo rapporto dell’IPCC. Lo stesso rapporto che fu quasi ignorato da alcune delegazioni governative durante la COP24 di Katowice nel dicembre 2018.

La partecipazione resta comunque un fattore di massima importanza.
Fridays For Future Torino continuerà i propri presidi ogni venerdì in Piazza Castello.
Il 15 Marzo si terrà la Global school strike for Climate Change, un evento di portata mondiale al quale Torino risponderà presente: l’appuntamento è alle 9.30  in Piazza Arbarello. 

Luigi Maria Barbella

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