Notte degli Oscar 2019: ecco tutti gli scandali e i premi dell’edizione più solidale degli ultimi anni

Lo scorso 23 febbraio si è tenuta al Dolby Theatre di Los Angeles la 91esima edizione degli Academy Awards.
Ci siamo trovati di fronte a un’edizione particolare che sicuramente ha fatto molto parlare di sé soprattutto per i numerosi rumors e polemiche che orbitavano intorno all’evento e all’Academy tutta ancor prima di quella domenica.

Tutto è cominciato lo scorso agosto quando è stata annunciata una nuova categoria, quella dei film popolari -dedicato ai”blockbusters” dell’anno- che però ha subito riscosso critiche ed indignazione.
A questo primo “scandalo” si è poi aggiunta la mancanza di un conduttore per la cerimonia dopo l’esclusione dell’attore comico Kevin Hart a causa di alcuni tweet omofobi postati dallo stesso che hanno sollevato un gran polverone.

L’Academy è a tratti sembrata un po’ confusionaria riguardo all’organizzazione di quest’edizione, infatti sono stati numerosi i cambiamenti annunciati ed altrettanti i dietrofront intrapresi.
Un altro esempio è il fatto che per un attimo si fosse pensato di far cantare dal vivo solo due delle quattro canzoni in nomination e che non sarebbero stati presenti come ospiti tutti i vincitori dello scorso anno… ma dopo le prime polemiche tutto è tornato alla normalità.

L’ennesimo scandalo è però scoppiato quando è stato annunciato di far consegnare i premi per le categorie di miglior fotografiamiglior montaggiomiglior cortometraggio live action e miglior trucco e parrucco durante la pubblicità perché ritenute meno importanti. Altra scelta sbagliata per l’Academy che questa volta è stata sommersa da critiche e tweet da tutto il mondo di Hollywood – parecchio indignati pare fossero i registi Martin Scorsese e Quentin Tarantino, due fra i tanti ad aver firmato una lettera che chiedeva rispetto per le categorie escluse.
Si è poi deciso di non apportare tale modifica al programma.

E come se non bastasse, Bradley Cooper, candidato a ben otto nomination con il suo primo film A Star Is Born, ha però mancato quella di miglior regia. Questo fatto ha provocato un certo malcontento da parte dell’opinione pubblica.
Cooper non solo è stato al centro degli eventi della serata per le numerose nomination ricevute, ma anche per la splendida interpretazione live del brano “Shallow” (vincitore del premio miglior canzone originale) che, con la sentita partecipazione della coprotagonista Lady Gaga, ha portato un po’ di romanticismo nel Dolby Theatre.

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Lady Gaga e Bradley Cooper nella performance di “Shallow”

Il video dell’esibizione ha fatto impazzire il mondo del web e sono stati moltissimi quelli che hanno gioito immaginando un possibile inizio di relazione tra le due star – poi smentita da Mrs Germanotta stessa, che ha affermato in diretta che si fosse trattato solo di un’esibizione perfettamente studiata a tavolino.

Ma ripercorriamo i momenti salienti della serata.

In apertura il Dolby Theatre di Los Angeles si è riempito delle note rock dei Queen accompagnati dalla voce potente di Adam Lambert – da qualche anno in tour con la storica band – riportando ancora una volta in vita il mito di Freddie Mercury.

Come precedentemente detto, non c’è stato un presentatore in quest’edizione degli Oscar e sono stati gli attori presenti a tenere banco tra una premiazione e l’altra, regalando alcuni ironici scambi di battute e non nascondendo commenti polemici su temi di attualità.
Fin da subito nella 91esima edizione della Notte più attesa dallo showbiz si è posta come leitmotiv la riflessione su tematiche sociali e politiche grazie alle star che quest’anno hanno duramente lavorato per lanciare un messaggio di solidarietà.
Non a caso un vero campione di nomination è stato Roma, film diretto da Alfonso Cuarón, che tratta tematiche delicate come l’abbandono o la situazione messicana negli anni Settanta, e che è riuscito a portarsi a casa tre statuette su sette nomination.

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Rami Malek, Alfonso Cuarón, Lady Gaga e Spike Lee con i loro premi

Altre tematiche di carattere sociale sono quelle che dominano in film come BlacKkKlansman diretto da Spike Lee (vincitore del Oscar alla miglior sceneggiatura non originale) e Period. End of Sentence. un film prodotto da Netflix che parla di come in alcuni paesi il ciclo mestruale segni la fine dell’istruzione per le giovani donne, ed è valso alle sue produttrici Rayka Zehtabchi e Melissa Berton il premio come miglior documentario corto.

Protagonista indiscusso della serata è stato Rami Malek, l’interprete del film Bohemian Rhapsody e super favorito al premio di miglior attore protagonista.
Dopo aver conquistato un Golden Globe, il premio BAFTA, uno Screen Actor Guild Award e un Satellite Award, l’ambito Premio Oscar sembrava destinato ad entrare nella sua mensola dei trofei – com’è appunto successo.
Nel discorso ha dichiarato quanto i Queen siano stati per lui una fonte d’ispirazione (non ha mancato di ringraziare la band) e come sia stato un onore vestire i panni di Freddie Mercury, «un uomo gay, un immigrato, che ha vissuto la sua vita in modo sfrontato, senza pentirsi di nulla. Il fatto che io stia celebrando lui e la sua esistenza con voi stasera dimostra che abbiamo bisogno di storie come questa» ha detto, facendo poi un parallelismo con la sua stessa esperienza, essendo lui figlio di immigrati.
Anche il suo discorso è finito al centro del ciclone mediatico: la parte in cui parla dell’omosessualità di Mercury è stata infatti censurata da un’emittente cinese.

Stessa sorte anche per Lady Gaga, il cui viso è stato oscurato dalla stessa emittente al momento della nomina per il ruolo di miglior attrice protagonista. Il motivo? Probabilmente c’entra la delicata questione tibetana: la cantante nel 2016 ha avuto un incontro con il Dalai Lama, e il tema è ancora molto discusso a Pechino.
Molto ispirato, invece, il suo di discorso una volta ricevuta la statuetta: «Se avete un sogno combattete per realizzarlo. Ci vuole disciplina per la passione. Non importa quante volte siete stati respinti, siete caduti o siete stati sconfitti, importa quante volte vi siete rialzati e siete stati coraggiosi ad andare avanti» ha detto emozionatissima con le lacrime agli occhi.

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Rami Malek, Olivia Colman, Regina King e Mahershala Ali con il loro premi Oscar

La vera sorpresa della serata è stato il film Green Book diretto da Peter Farrelly, che si è aggiudicato ben tre statuette su cinque nomination, tra cui quella di miglior film. È infatti un piccolo capolavoro cinematografico che parla a tutti «con tenerezza, amore e rispetto, al di là delle differenze, perché alla fine siamo le stesse persone e condividiamo la stessa vita».

L’Academy Awards mai come in quest’edizione ha saputo cogliere le criticità che costellano la società attuale cercando di far passare molti messaggi di eguaglianza e solidarietà.
Pregi o difetti, in quest’edizione Hollywood ha fatto la sua parte facendo vincere tutti quelli che hanno portato su piccolo e grande schermo le storie di chi una voce non ce l’ha.

VINCITORI

Miglior film: Green Book
Miglior regista: Alfonso Cuarón (Roma)
Miglior attore protagonista: Rami Malek (Bohemian Rhapsody)
Miglior attrice protagonista: Olivia Colman (La Favorita)
Miglior attore non protagonista: Mahershala Ali (Green Book)
Miglior attrice non protagonista: Regina King (Se la strada potesse parlare)
Miglior film d’animazione: Spider-Man: Un Nuovo Universo
Miglior film straniero: Roma (Messico)
Miglior colonna sonora: Black Panther
Miglior sceneggiatura originale: Green Book
Miglior sceneggiatura non originale: BlacKkKlansman
Miglior fotografia: Roma
Miglior scenografia: Black Panther
Miglior montaggio: Bohemian Rhapsody
Miglior canzone: “Shallow” da A Star Is Born
Migliori effetti speciali: First Man – Il primo uomo
Miglior sonoro: Bohemian Rhapsody
Miglior montaggio sonoro: Bohemian Rhapsody
Migliori costumi: Balck Panther
Miglior trucco: Vice – L’uomo nell’ombra
Miglior documentario: Free Solo
Miglior cortometraggio documentario: Period. End of Sentence.
Miglior cortometraggio: Skin
Miglior cortometraggio d’animazione: Bao
Premio Irving G. Thalberg: Frank Marshall e Kathleen Kennedy

Ilaria Cavallo
Daniela Frezzati

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