Hackerato il sistema informatico di UniTo: l’Università mette in guardia gli studenti

È notizia di poche ore fa l’hackeraggio del sistema informatico di UniTo. L’effettiva portata dei danni è per ora sconosciuta, ma sembrerebbero essere scomparsi voti dal libretto online di qualche studente.

L’Università – non l’unico ateneo italiano ad essere stato colpito in nottata dall’attacco informatico – sta inviando una mail all’indirizzo istituzionale degli studenti, in cui invita a prendere immediata visione del proprio libretto online e ad accedere alla myunito verificando che piano carriera, impegno e stato delle tasse universitarie siano corretti. Si invita inoltre gli studenti a cambiare immediatamente la propria password di accesso.

In caso di irregolarità, dice la mail, si deve presentare un’autocertificazione presso le Segreterie Studenti entro venerdì 12 aprile. Nel caso in cui le irregolarità riguardino la mancanza di uno o più esami sostenuti, l’autocertificazione dovrà essere accompagnata da una dichiarazione del professore, in cui vengono attestati il voto d’esame e la data del superamento dello stesso.

La vicenda desta non poche perplessità. Non solo in considerazione della facilità con cui dati così importanti sono stati cancellati, ma anche con riguardo alla procedura appena esposta. Cosa succederebbe infatti se un professore si rifiutasse di compilare la dichiarazione, ritenendo ad esempio che lo studente voglia approfittare della situazione? C’è chi parla di una tassa di riscatto del voto d’esame perduto, ma si inizia anche a ipotizzare l’onere di ri-sostenere l’esame.

Vi terremo costantemente aggiornati sugli sviluppi.

AGGIORNAMENTO. I primi studenti danneggiati dall’hackeraggio stanno iniziando ad affollare le Segreterie. Il loro numero è molto più consistente di quanto si immaginava in un primo momento, ed è purtroppo destinato ad aumentare, perché molti studenti sono ancora ignari dell’accaduto. Riusciamo a parlare con Luisa, studentessa di Filosofia, alla quale sono spariti ben otto esami dal libretto. «E’ assurdo che succeda una cosa così. Non ci credo ancora. Spero che si sistemi tutto. Ero prossima alla laurea, mi mancava solo un esame…. e invece ora potrei passare un altro anno qui dentro.» Aggiunge, prima di scoppiare a piangere.

AGGIORNAMENTO. Gli hacker avrebbero lasciato un lapidario messaggio in cui spiegano i motivi dell’attacco. «Lo abbiamo fatto per vendicarci di tutti quelli che rifiutano un 28 perché abbassa la media.» reciterebbe.

E ora, dopo che vi è venuto caldo, qualche curiosità sul pesce d’aprile! L’origine della tradizione è sconosciuta. La teoria più popolare – ma che diversi storici considerano una leggenda – è quella che fa riferimento all’introduzione del calendario gregoriano in Francia nel 1582: se prima di esso la data di inizio anno era fissata al 25 marzo, lo spostamento del capodanno al primo gennaio creò un po’ confusione, e chi sbagliava a festeggiare veniva bonariamente preso in giro. Sebbene appunto le sue origini ci siano ignote, sembra corretto fare incominciare la tradizione nel Medioevo, come evoluzione di più antiche festività legate all’equinozio, quali l’Hilaria romana.

L’allusione francese e italiana al “pesce” è ancor più incerta: secondo l’Encyclopædia Britannica si farebbe riferimento all’abboccare dei pesci all’amo, mentre altri pensano abbia a che fare con l’uscita del Sole dalla costellazione dei Pesci.

Silvia Gemme

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...