Forse non tutti sanno…della pastasciutta antifascista

v“Ho sentito tanti discorsi sulla fine del fascismo, ma la più bella parlata è stata quella della pastasciutta in bollore” scrisse Alcide Cervi in I miei sette figli.

Correva il 25 luglio 1943 e la notizia dell’arresto di Mussolini era sulla bocca di tutti, soprattutto a Casa Cervi a Campegine, in provincia di Reggio Emilia. Alcide e i sette figli non perdono tempo, nonostante la notizia che l’Italia continuerà a combattere con la Germania, e decidono di festeggiare. I festeggiamenti, però, li portano in piazza e li condividono con tutti: vengono cotti chili e chili di pasta, condite con burro, lo stesso burro che Alcide mandava ai partigiani nascosti tra le montagne, e parmigiano. Una pastasciutta e un sostegno ai partigiani pagati a caro prezzo, dato che i fratelli Cervi furono fucilati il dicembre di quello stesso anno e non videro mai il 25 aprile 1945, 21 mesi dopo la festosa pastasciutta.

A poco più di 75 anni da quella festa, al Museo Cervi si mangia ancora la pastasciutta, ogni anno e puntuali come orologi. E non solo lì. In collaborazione con l’ANPI, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, la Pastasciutta Antifascista viene cucinata e mangiata in tutta Italia. Non sempre il 25 luglio ma sempre nel periodo estivo, solitamente con un prezzo fisso per il menù offerto per finanziare l’evento. Cibo, musica e compagnia per ricordare i Cervi e quel 25 luglio 1943.

La visibilità dell’appuntamento non ha potuto non infastidire qualche nostalgico del Duce, al punto che pare che alla pastasciutta antifascista si risponda con spaghettate al nero di seppia in alcuni ambienti.

Per chi invece è interessato, vi consigliamo di controllare il programma degli eventi della sede ANPI più vicina a voi. A Torino la stanno organizzando per il 25 luglio, mentre a Settimo Torinese è stata il 16 giugno.

In chiusura, riportiamo di nuovo le parole di Alcide Cervi: “Guardavo i miei ragazzi che saltavano e baciavano le putele, e dicevo: beati loro, sono giovani e vivranno in democrazia, vedranno lo Stato del popolo. Io sono vecchio e per me questa è l’ultima domenica. Ma intanto la pastasciutta è cotta, e colmiamo i carri con le pile. Per la strada i contadini salutano, tanti si accodano al carro, è il più bel funerale del fascismo.

Emilia Scarnera

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