La via del disegno brutto

Non sapete disegnare e volete prendere in mano una matita? Non sopportate più il fatto di non saper disegnare nemmeno una linea? Tranquilli, grazie a questo manuale ( “La via del disegno brutto” di Alessandro Bonaccorsi, visual designer, edito da Terre di mezzo) imparerete ad usare tutto l’occorrente per poter fare un disegno soddisfacente. L’occorrente? Matite colorate, pennarelli, fogli di tutti i tipi e tanta fantasia. Il libro nasce dal corso sul disegno brutto, un laboratorio pensato per tutti coloro che non sanno, o meglio, non credono di saper disegnare.

“Questo libro è per tutti quelli che credono di non saper disegnare e quindi non disegnano. Alcuni non ne hanno voglia, altri pensano che sia una perdita di tempo, la maggior parte crede di non esserne capace […] Non si tratta di un manuale per imparare a disegnare: non promette miracoli, ha il solo scopo di far ricominciare le persone a disegnare. Male o bene non importa. L’importante è che disegnino”.

Ed ora arriviamo all’essenza del libro: che cos’è il disegno brutto? Il disegno brutto non è il disegno di chi è bravo a farlo, ma chi sa stare solo con se stesso. Perché il disegnare è composto da momenti di solitudine. Per disegnare soddisfacentemente è bene seguire le 10 leggi del disegno brutto:

  1. Come viene, viene
  2. Agisci prima di pensare
  3. Non c’è giudizio, non c’è errore
  4. Il disegno deve avere credibilità e non verosimiglianza
  5. Del disegno conta solo il processo
  6. Nel disegno esistono tutte le possibilità
  7. Non permetterti l’incompiutezza
  8. Tutto comincia da un punto
  9. Ascolta la tua pancia
  10. L’estrema naturalezza porta ad una bellezza essenziale

Il disegno è quindi protagonista di questo libro, perché “nella storia dell’umanità viene prima della scrittura e sopravvive nelle metafore e nelle similitudini. Il disegno e la scrittura sono la stessa cosa. Il disegno era la scrittura prima dell’introduzione degli alfabeti. Però tutti pensano di poter scrivere e moltissimi pensano ancora di non poter disegnare […] pensare che solo i bravi pittori possano produrre immagini equivale a pensare che solo i bravi calligrafi siano autorizzati a scrivere.” Quindi il primo passo è quello di convincersi di non saper disegnare, costruendo così un rapporto più profondo con ciò che dobbiamo decodificare sotto forma di disegno.

“Con la rivoluzione digitale, comunicare per immagini, anche in movimento, è sempre più facile. Diventa sempre più importante imparare a organizzare la conoscenza e la comunicazione, attraverso le immagini, come siamo abituati a fare attraverso la scrittura.”

Il libro, in libreria dal 24 Gennaio, è suddiviso in sezioni, ognuna delle quali ha delle pagine per potersi mettere in gioco e mettere in atto i consigli appresi man mano che si sfogliano i vari capitoli. Si chiederà, per esempio, di disegnare qualcosa senza un senso oppure uno scarabocchio, delle linee, un punto, un albero, una foglia. Non importa se non si è precisi: disegnare, anche male, è uno stimolo per nuove idee e per accrescere la propria fantasia. Una volta finito il libro, si avranno tutti gli strumenti per poter continuare a creare con la propria immaginazione, anche grazie a qualche accorgimento dell’autore, per esempio quello di disegnare biglietti d’amore da dare al/alla proprio/a partner, oppure disseminare disegnini in tutta la casa o ridisegnare segni e cose che vediamo. Quindi, non ci sono più scuse: armiamoci di taccuino e matita e liberiamo la nostra creatività!

Agnese  Fagnani

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