Pepe Mujica: il profilo di un politico virtuoso

Con le elezioni europee e i continui scandali che interessano il mondo politico si è affermata una progressiva disaffezione dalla classe politica e dai valori democratici. Sempre più spesso i cittadini si ritrovano una tessera elettorale in mano senza sapere cosa farne o ne fanno un uso arbitrario, pur di votare il meno peggio. La poca fiducia nei confronti della classe dirigente contemporanea è causata dall’assenza di uomini e donne politici puri e limpidi, che occupino un ruolo proprio per la loro genuinità e semplicità. Si è quindi consolidata l’idea che un politico è sicuramente un delinquente o comunque un egoista senza scrupoli. ‘È tutto un magna magna’, ‘Sono tutti dei ladri’, queste frasi ricorrenti in ogni parte d’Italia e sono indice dal bisogno di una figura virtuosa e positiva del ‘politico’.

Dall’altra parte dell’Atlantico, l’Uruguay, un paese che ha attraversato profondissime crisi sociali, economiche e politiche e ha vissuto lunghi anni di dittatura militare, ha esperito l’azione e il pensiero di un uomo virtuoso che ha, attraverso la politica, cambiato il volto del paese. José Mujica è divenuto il 40esimo presidente dell’Uruguay nel 2010, dopo una vita dedicata alla politica: aderì al Partito Socialista Uruguayano nel 1958 e nei primi anni ’70 si unì al neonato Movimiento de Liberaciòn National, i cosiddetti Tupamaros, un gruppo armato di sinistra che difendeva i diritti dei lavoratori. Mujica è stato arrestato e ferito varie volte nel corso di azioni armate, nel 1973, dopo il colpo di stato militare, condotto dal comandante Bordaberry, venne arrestato e rinchiuso in isolamento per 12 anni, in quanto dirigente tupamaro e oppositore della dittatura militare. Una volta ottenuta la libertà, Mujica, nonostante le torture e l’inumana esperienza dell’isolamento, in virtù dei suoi forti ideali democratici di uguaglianza e di libertà, continuò a lottare per le fasce più deboli della società, fondando, assieme ad altri dirigenti Tupamaros, il Movimento di Partecipazione Popolare. È divenuto uno dei presidenti più amati e apprezzati per la sua sobrietà, dedizione e attenzione ai bisogni del suo popolo, donando ad esempio il 90% del suo stipendio a ONG locali e bisognosi.

L’obiettivo primario della sua azione politica era quello di superare la povertà assoluta che attanagliava l’Uruguay, alla luce della sua convinzione che capitalismo e neoliberalismo abbiano alimentato, attraverso l’accumulo di ricchezze e denaro, l’edonismo e il consumo sfrenato di averi. Pepe Mujica, in tutti i suoi discorsi politici, ha sempre dato molta importanza alla libertà come valore fondamentale per una vita felice: ‘quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L’alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui che però ti tolgono il tempo per vivere… Lo spreco è [invece] funzionale all’accumulazione capitalista [che implica] che si compri di continuo [magari indebitandosi] sino alla morte.’

Ottavia Dal Maso

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