When they see us

The Password vi racconta della nuova serie marchiata Netflix “When they see us”, la storia vera sull’aggressione di Central Park.

Dedicata a tutti coloro che credono che il razzismo non sia un problema della  società moderna, questa nuova serie Netflix non poteva scegliere periodo di uscita più azzeccato. La serie racconta con estrema delicatezza una situazione altrettanto estrema, ovvero il celeberrimo caso dell’aggressione a Central Park avvenuta nel 1989.

Per chi non fosse a conoscenza del fatto di cronaca,  nell’Aprile del 1989 avvennero una serie di aggressioni nel famoso parco di New York, tra cui quello a danni di Trisha Meili, una jogger che si stava allenando quando venne colpita e in seguito stuprata.
New York cadde nel panico, e gli addetti al caso necessitavano di rispondere velocemente alla sete di giustizia del popolo. Fu questo il motivo che portò all’arresto di quattro giovani afroamericani e un giovane di origine ispanica. Quattro di loro erano ancora minorenni, Antron McCray, Kevin Richardson, Yusef Salaam, e Raymond Santana junior, mentre Korey Wyse aveva appena compiuto sedici anni. A quest’ultimo toccò la sorte più sciagurata. I ragazzi furono arrestati e poi incarcerati, poiché costretti a dichiararsi colpevoli del crimine nonostante la loro innocenza e la mancanza di prove oggettive.

La serie tratta con sensibilità e delicatezza la storia di questi ragazzi, costretti a diventare adulti fra le sbarre di metallo di una prigione, privati della possibilità di vivere la loro infanzia e adolescenza. Tutto ciò per motivi unicamente razziali, che portarono la polizia a puntare il dito sui primi ragazzi stranieri incontrati nei pressi del parco. Korey Wisy inoltre si era recato in questura solo per accompagnare l’amico Yusef Salaam, e ciò sottolinea ulteriormente l’atteggiamento pregiudizievole che i responsabili delle indagini avevano nei confronti di questi ragazzi.

La vita in prigione non fu affatto semplice per loro, Wisy fu persino costretto a trascorrere la maggior parte della sua permanenza in isolamento, in quanto fu vittima di episodi molto violenti.

Altra tematica trattata è quella dell‘integrazione degli ex galeotti nella società dopo il rilascio. Non vi è una vera e propria possibilità per loro di reintegrarsi, di vivere una vita degna di essere chiamata tale, e spesso ciò conduce loro di nuovo dietro alle sbarre, in quanto per guadagnarsi da vivere sono costretti ad attività illecite.

Il finale ha commosso migliaia di spettatori; gli autori della serie hanno deciso di mostrare i veri volti di questi ragazzi, e nei loro occhi si può leggere tutta la verità e la crudeltà della loro storia. Questa serie deve essere un promemoria degli errori che abbiamo commesso in passato, dei crimini con cui la nostra società si è macchiata le mani, auspicando che questi errori non si ripetano più.

Emma Battaglia

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