Portraits – Ursula von der Leyen: la prima donna presidente della Commissione europea

Dal 1° novembre 2019 la Commissione Europea avrà un nuovo presidente, o meglio, una nuova presidente: la tedesca Ursula von der Leyen sarà la prima donna a ricoprire questo ruolo.

Ursula Albrecht (prenderà poi il cognome del marito Heiko), nasce a Bruxelles nell’ottobre del 1958, periodo nel quale il padre Ernst lavora nella capitale belga proprio nell’organo istituzionale di cui la figlia sarà presidente.
Seguendo le necessità professionali del padre Ernst, la famiglia Albrecht torna in Germania stabilendosi ad Hannover, nella Bassa Sassonia, dove il padre di Ursula viene eletto Primo Ministro nel 1976 (l’equivalente italiano del governatore regionale, anche se con più poteri).
L’anno seguente l’elezione del padre, Ursula si iscrive alla facoltà di economia di Gottinga ma è costretta a rifugiarsi a Londra dopo aver ricevuto minacce di rapimento (erano gli anni del terrorismo rosso anche in Germania). Tuttavia, sotto falso nome e sotto la protezione di Scotland Yard, continua gli studi di economia alla London School of economics.
Una volta passato l’allarme, nel 1980 torna a studiare in Germania cambiando però percorso di studi e scegliendo medicina, laureandosi poi nel 1987. Durante il periodo universitario conosce e sposa Heiko von der Leyen, medico e professore all’università di Stanford negli USA.
I due hanno 7 figli, nati tra il 1987 e il 1999. Proprio in quest’ultimo anno inizia la carriera politica di Ursula: prima nel parlamento della Bassa Sassonia, poi nel governo locale nel 2003 ricoprendo il ruolo di ministro della famiglia e degli affari sociali.
Nel 2005 viene scelta dalla cancelliera Angela Merkel, all’epoca al suo primo governo, sempre come ministro della famiglia. Da quel momento, Ursula è ministro in tutti i governi Merkel: nel 2009 è ministro del lavoro e nel 2013 viene nominata ministro della difesa, ricevendo non poche critiche.

Il 2 luglio il Consiglio Europeo la propone come candidata alla presidenza della Commissione Europea. La nomina di Ursula von der Leyen sembrava l’unica che riuscisse a mettere d’accordo le personalità del Consiglio, ricevendo sia il consenso del presidente francese Macron sia quello dei presidenti dei paesi del gruppo Visegrad. Il 16 luglio di quest’anno il Parlamento Europeo ha quindi votato la von der Leyen alla presidente della Commissione Europea.

Nel suo discorso di candidatura si evince il grande sostegno alla causa degli Stati Uniti d’Europa, criticando l’uscita del Regno Unito ed auspicando ad un’Europa “unita all’interno ed impossibile da separare dall’esterno”. Ha parlato di ambiente, promettendo un Green Deal nei primi 100 giorni della sua presidenza, proponendo anche un taglio delle emissioni di CO2 “del 50 se non del 55% entro il 2030”. Si è mostrata aperta ad una revisione dei trattati di Dublino e si è detta sostenitrice di un salario minimo europeo.

Insomma, buon lavoro presidente.

Luigi Maria Barbella

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