Monopattini elettrici, sì o no?

La spinta ecologista dei F4F degli ultimi mesi ci sta portando a sperimentare forme innovative di trasporto urbano e i monopattini elettrici stanno diventando una realtà in molte città. I monopattini però non sono una novità. Già un secolo fa circolavano liberamente, principalmente come gioco per bambini, oppure come mezzo di trasporto molto simile ai moderni monopattini elettrici, ma con un motore a scoppio. Prodotti prima negli Stati Uniti e poi anche in Germania (“Krupp-Roller”), i monopattini potevano raggiungere i 35 km/h e furono persino utilizzati dai postini americani negli anni ’30 per le consegne rapide. Col tempo poi, così come le biciclette, anche i monopattini sono stati sostituiti dalle auto di massa.5ea083aad1b274585c5ef57639

Oggi alcuni pensano che i monopattini elettrici possano risolvere tutti i problemi di mobilità urbana. Sono agili, occupano poco spazio, non emettono sostanze inquinanti, non danno problemi di parcheggio e possono raggiungere velocità pari a quelle delle biciclette, ovvero piuttosto elevate in contesti urbani. E poi diciamolo, sono anche divertenti! In un attimo si torna bambini e ci si sente liberi di circolare senza preoccuparsi del traffico o di pagare un biglietto.

Non tutti sono d’accordo, però. Per qualcuno rappresentano una minaccia nei confronti degli altri utenti della strada. Persino il famoso urbanista danese Mikael Colville-Andersen, fautore del ciclismo urbano e contrario all’uso delle auto, non appoggia questo nuovo trend. I monopattini elettrici sono infatti così agili e veloci che possono essere molto pericolosi, soprattutto in città trafficate. Questo diventa particolarmente problematico se si circola in aree pedonali o addirittura sui marciapiedi, dove vengono poi abbandonati i monopattini in condivisione, che vanno a creare ostacoli non indifferenti. Poi c’è il problema dell’inquinamento, perché sebbene i monopattini siano sostenibili come mezzi di trasporto, sono comunque difficili da riciclare, soprattutto se vengono gettati nei fiumi.

In Italia non sono ancora entrati nel codice della strada e alcune città hanno deciso di sperimentarli, tra cui la nostra Torino. A partire da questo autunno sia i monopattini che i segway possono circolare nelle zone 30 e sulle piste ciclabili. Inoltre, è possibile parcheggiarli ovunque, ma nelle piazze principali solo in aree dedicate, e bisogna indossare un giubbotto catarifrangente dal tramonto all’alba.

Ancora non sappiamo se la sperimentazione avrà successo o no, né possiamo prevedere se un giorno i postini torinesi gireranno in monopattino come quelli newyorkesi degli anni ’30. Quel che è certo, è che la mobilità urbana del futuro sarà sempre più green, sempre più multi-modale e perché no, sempre più divertente!

Milena Parotti

Pleasant friends using scooters,

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