La vagina non è un tabù – Il diritto di essere tr*ia

Era giusto qualche mese fa che Fabio Volo, in radio, tra risate e toni enfatici, dava del “puttanun” ad Ariana Grande, per la mise e gli atteggiamenti tenuti nel suo nuovo videoclip 7 rings. Fabio Volo era beato in una tranquilla routine giornaliera, quando si è imbattuto nello scandaloso video, colpevole di “imputtanargli” una (ipotetica) figlia. Ed era giusto qualche settimana fa che chi scrive questo articolo si è azzardata a guardare i commenti ad un video di una ragazza succinta intenta a mimare con mani e bocca un gesto esplicito. “Zo*cola”, “una botta e via”, “ne avrà fatti tanti, ecco perché è così brava”. 

Se avessi cominciato questo articolo dicendovi che la donna non è ancora sessualmente libera, probabilmente avreste storto il naso. Forse però questi esempi potranno fare luce su un problema che molto spesso nascondiamo sotto il tappetto del “ormai i tempi sono cambiati”: per una fetta di popolazione una donna che gioca, sfrutta, ama, enfatizza la propria sessualità ha rinnegato la dolcezza e il pudore del proprio genere e quindi non merita nessun rispetto, può essere derisa e utilizzata.  

Tra gli haters della ragazza del video c’erano anche delle donne. Forse erano delle bigotte, forse erano invidiose. O forse erano donne con un lavoro precario, con il capo che dava sempre più credito ai loro colleghi uomini, nonostante il loro impegno e il loro merito; o forse facevano un lavoro a contatto col pubblico, qualche volta erano state palpeggiate e avevano fatto finta di niente per non complicare la situazione. Vedere quella ragazza che si sessualizzava forse le aveva infastidite, perché andava a incrementare il muro di difficoltà con cui ogni giorno si scontravano.  

La ragazza del video sta esercitando il suo diritto a essere libera sessualmente, e quindi è femminista, oppure sta vendendo la propria immagine e la propria intimità conformandosi a ciò che altri vorrebbero da lei, e quindi è maschilista? La verità è che non importa. Il muro con cui le donne di cui sopra si scontrano non è costruito dalla ragazza del video – di cui al massimo può non essere condiviso il comportamento – ma dal pensiero di base secondo cui la donna, a differenza dell’uomo, avrebbe una condotta da mantenere, specialmente in ambito sessuale, e solo in base ad essa meriti rispetto. 

Qualcuno dica a Fabio Volo che è lui stesso, con le sue parole alla radio, a imputtanarsi la figlia immaginaria, perché sua figlia può fare proprio quello che le pare. 

Silvia Gemme 

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