A NATALE… SIAMO TUTTI PIÙ AL VERDE

Natale. Le luci smaglianti lungo le strade, il profumo di abete nella stanza, la magia dell’attesa, le ore a mangiare in compagnia, la tombola, i regali…

REGALI!! Quella fatidica parola che preannuncia le corse trafelate per negozi, il portafoglio sempre più vuoto, i sensi di colpa che divorano lo stomaco.

Ma non si può farne a meno, non vorremo mica deludere i nostri amici; nonostante questo sia un periodo di risparmi, privazioni e acquisti parsimoniosi. Non è concepibile fare una brutta figura e lo sguardo sbigottito dei nostri conoscenti mentre scartano gli involti lucidi ci riempie di orgoglio, appaga.

Natale non è natale senza regali” diceva la nostra Jo March, ma da “Piccole donne” al “Grinch” è un attimo.

Ma certo che sono accecanti. E il punto è proprio questo no? Si è trattato soltanto e sempre di questo: i regali. Regali, regali, regali, regali, regali! Volete sapere che fine fanno i vostri regali? Arrivano tutti da me, su all’immondezzaio. Lo capite che voglio dire? Nella vostra spazzatura! Mi ci potrei impiccare con tutte le brutte cravatte che ho trovato nel pattume! L’avidità,la vostra avidità infinita! Voglio le mazze da golf, voglio i diamanti, voglio un pony per cavalcarlo due volte, annoiarmi e poi venderlo per farci la colla! Sentite, io non voglio creare problemi, ma tutto l’intero periodo delle feste è stupido, stupido, stupido.”

Forse il Grinch non aveva poi tutti i torti…

È facile perdere il vero significato di una ricorrenza che dovrebbe ricordarci la semplicità dell’affetto, il calore della famiglia finalmente tutta riunita.

Ma al giorno d’oggi contano di più le cifre esorbitanti in uno scontrino, le mani protese, pronte a ricevere cataste di oggetti che probabilmente finiranno tra la pila di cose anonime che scanseremo infastiditi nelle giornate nere. Il malumore è un’ombra minacciosa che si moltiplica con l’aprirsi delle caselline nel calendario dell’avvento.

Abbiamo perso la bellezza, l’essenza del Natale. Quella che ci faceva scalpitare tra le coperte la notte della Vigilia, la gioia al mattino, dei biscotti inzuppati tra i sorrisi, del profumo di ricette antiche, ma sempre genuine e impregnate di ricordi.

Non sono importanti gli abiti griffati della nuova collezione o la trousse super-accessoriata. Regaliamo il nostro tempo, prepariamo dei dolci semplici, che sappiano di casa. Regaliamo un barattolo dipinto a mano, cuciamo dei calzini simpatici che ci facciano pensare a quella persona per noi così speciale. Doniamo delle parole affettuose. Quest’anno sfoderiamo la nostra creatività un po’ appannata dalla frenesia.

Il sorriso nello sguardo di chi si rende conto di non essere solo, di essere amato. È questo il regalo più bello.

Arianna Guidotto

ILLUSTRAZIONE DI ARIANNA GUIDOTTO

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Chef V. ha detto:

    Fantastica😜👊

    "Mi piace"

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