Netflix – il salvagente di Scorsese

Un progetto cinematografico che fu concepito circa 10 anni fa prende finalmente vita quest’anno. Si tratta dell’adattamento del saggio di Charles Brandt, I Heard You Paint Houses (L’Irlandese. Ho ucciso Jimmy Hoffa), che racconta la vita di un sicario della mafia, Frank Sheeran. Regia di Martin Scorsese, sceneggiatura del premio Oscar Steven Zaillian e il trinomio perfetto per un film gangster: Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci.

Cosa può mancare ad un team magistrale come questo? A quanto pare i finanziamenti.

Ebbene sì, gli studios hollywoodiani – rivela Scorsese in un’intervista – hanno rifiutato di realizzare il film a causa dell’alto budget richiesto. L’effettista Pablo Helman e l’ILM  (Industrial Light and Magic) hanno infatti trovato una soluzione per applicare degli effetti speciali che fossero in grado di ringiovanire gli attori di trent’anni. Sperimentati dal regista nel 2015 con l’aiuto di De Niro, al quale fece reinterpretare delle sequenze intere de Quei Bravi Ragazzi, confermarono le aspettative rivelandosi al contempo alquanto costosi.

Inizialmente, il budget del film doveva aggirarsi intorno ai 100 milioni di dollari, ma gli effetti speciali hanno alzato la soglia fino a 140 milioni, motivo per cui la Paramount Pictures si è tirata indietro.

Scorsese vuole farci addentrare nella storia tramite il racconto in prima persona di Frank Sheeran (Rovert De Niro), aka the Irishman, dalla casa di cure, illustrando il suo passato tramite flashback. Per questo il ruolo degli effetti speciali gioca un ruolo fondamentale: il regista voleva mantenere una coesione di somiglianza assoluta dei personaggi principali tra passato e presente, evitando di ingaggiare attori più giovani.

La storia che ci racconta uno dei più grandi maestri del cinema è intrisa di dolore e traumi ed immersa in un contesto storico altrettanto complicato che include personaggi come JFK, Bobby Kennedy, Martin Luther King, le cui sorti restano tutt’ora un mistero, proprio come quella di Joe Gallo e Jimmy Hoffa (Al Pacino).

È allora che entra in gioco Netflix, o meglio, è allora che Netflix permette a Scorsese e al suo team di rimanere in gioco e di avviare l’iter delle riprese nell’agosto 2017, per una durata totale di 108 giorni.

Il 31 luglio 2019 viene diffuso il trailer ufficiale del film, presentato in anteprima il 27 settembre 2019 al New York Film Festival e in Italia alla Festa del Cinema di Roma il 21 ottobre. È stata concordata una distribuzione limitata nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 1 novembre; ancora più limitate le proiezioni della pellicola in Italia, che è stata resa disponibile per pochi giorni e nemmeno in tutte le sale. 

Il film, della durata di 3h 29, appare infine sulla piattaforma streaming il 27 novembre, in contemporanea con gli Stati Uniti. Vista l’immodesta durata del film, propongo, per chi non avesse il tempo di vederselo tutto d’un fiato, un’alternativa di visione che permette di seguire il film a mo’ di miniserie:

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Yulia Neproshina

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. wwayne ha detto:

    Non sapevo che questo film avesse avuto una gestazione addirittura decennale. Dove l’hai letto?

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    1. Yulia Neproshina ha detto:

      L’ha detto Scorsese stesso in un’intervista! Ce ne sono un po’ su YouTube 🙂

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