Vale la pena di fare l’Erasmus?

Tutti noi sappiamo cosa vuol dire preoccuparsi per gli esami, la tesi, i tirocini e tutto ciò che succede quando ci si iscrive all’università. Si tende a perdersi tra l’ansia di finire fuori corso e la paura di laurearsi con un voto basso. Le storie di chi si è laureato e poi non ha trovato lavoro nel proprio ambito di studi ci perseguitano da quando andavamo a scuola. Vogliamo fare tutto quello che possiamo per far valere il nostro titolo nel mondo del lavoro e questo significa, ogni tanto, fare delle scelte e rinunciare a cose che ci farebbero perdere la concentrazione sugli studi.

Se c’è una cosa che non deve essere vista come un ostacolo o qualcosa a cui rinunciare, quella è l’Erasmus. Che sia un semestre, un anno, o anche solo tre mesi di tirocinio, l’Erasmus è uno dei tanti vantaggi dell’essere giovani cittadini europei. Se avete mai pensato di non poter andare in Erasmus perché non volete rimanere indietro con gli esami o perché pensate che possa essere solo uno spreco di risorse, ripensateci!

Certo, può essere difficile. La burocrazia, i costi, l’affitto. E ancora, capire come funzionano i mezzi di trasporto, o ritrovarsi ad avere bisogno di un medico. Sono tutte cose che possono spaventare, che sia per la lingua diversa o per il sentimento di solitudine che si può provare, soprattutto i primi tempi. Ma l’Erasmus è molto più di tutto questo.

È innanzitutto una grande opportunità di studiare in un’altra università senza dover pagare ulteriori tasse. Significa sperimentare diversi metodi di insegnamento, immergersi in un mondo universitario che è al tempo stesso uguale e diverso da quello a cui siamo abituati all’Università di Torino.

E poi è una grande occasione per conoscere coetanei che provengono da ogni parte del mondo. Significa ritrovarsi in un pomeriggio d’aprile a bere una birra in riva a un lago insieme a ragazzi e ragazze francesi, cinesi, egiziani, russi, olandesi e colombiani. Significa partire con un gruppo di amici, la domenica mattina, per andare a visitare una grande città, sbagliare treno e ritrovarsi in un paesino mai sentito nominare, pieno di casette colorate e parchi fioriti.

Erasmus vuol dire viaggiare tanto per ritrovare se stessi. O almeno per mettere in dubbio quello che credevamo di essere. Partiamo con delle aspettative, con degli obiettivi, per poi tornare a casa più consapevoli della vastità del mondo, disarmati nei confronti di tutto ciò che ancora non conosciamo. C’è chi scopre una nuova passione, chi incontra amici per la vita, chi trova l’amore. Ogni storia è diversa, ma ogni storia vale la pena di essere vissuta e poi raccontata.

Nessun voto, nessuna laurea in anticipo, nessuna media alta, vale la pena di essere scelta al posto dell’Erasmus. Abbiamo l’enorme fortuna di essere studenti europei, approfittiamone!

photo-1529156069898-49953e39b3acMilena Parotti

 

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