Perché chiudono le librerie?

 “Lo conoscono tutti: è Amazon il problema, non il commercio online che c’è sempre stato, ma Amazon che prima ha attirato i clienti solo con sconti esagerati, poiché in Italia manca una legge che tuteli i librai, e poi li ha abituati ad avere i prodotti a casa in tempi rapidissimi e con un assortimento incredibile”

È questa la spiegazione piena di rabbia data dalle due sorelle proprietarie della libreria Paravia di Torino, che il 28 dicembre 2019 ha chiuso definitivamente le sue porte, confermando una profonda crisi del mondo librario che ha portato, secondo i numeri comunicati dal presidente dell’Associazione Librai Italiani Paolo Ambrosini, circa 2300 librerie a chiudere i battenti negli ultimi cinque anni.

Nel novembre scorso anche La Pecora Elettrica, uno dei simboli del quartiere Centocelle a Roma, dopo il secondo incendio doloso, ha chiuso le sue porte.

Ma perché le librerie chiudono?

Per molti dare una risposta compiuta e corretta a questa domanda non è cosa facile, perché probabilmente le cause sono molteplici. Il quotidiano torinese La Stampa parla di circa il 40% di librerie arresesi alla crisi negli ultimi dieci anni e il colpevole, a discapito di quanto molti possano pensare, non è Amazon. O meglio, Amazon è solo uno dei tanti nemici.

La crisi delle librerie iniziava circa dieci anni fa, quando Amazon non aveva ancora assunto le dimensioni di colosso mondiale capace di mietere così tante vittime anche in una città come Torino, definita dai molti come la città del libro per eccellenza.  

Per molte librerie indipendenti e a gestione familiare i veri nemici sono le grandi catene come Mondadori e Feltrinelli, la cui autorevolezza e il peso economico permettono loro di produrre, promuovere e vendere i libri nonostante manchi la capacità di creare un rapporto familiare e intimo con i propri lettori-clienti.

Crisi economica o culturale?

Ma a quanto pare non è solo questo a provocare la scomparsa delle librerie. I dati parlano infatti di circa il 32% dei laureati che non legge nemmeno un libro, tanto che l’Italia si colloca all’ultimo posto nella classifica europea di comprensione di un libro o di un testo. Dati sicuramente preoccupanti.

Quindi il vero punto debole della catena sembrerebbero essere i lettori stessi, il loro approccio alla lettura e il tempo sempre minore da dedicare ad un libro. È inevitabile che cambi anche l’importanza delle librerie.

 Un segnale di rinascita arriva dall’approvazione qualche giorno fa in Senato, della Legge sul Libro, che è pensata proprio per risollevare le sorti dei piccoli e medi librai e prevede:

  • l’aumento del tax credit alle librerie e la distribuzione di una Card Cultura per le famiglie disagiate;
  • la nomina annuale di una città Capitale italiana del libro, scelta dal Consiglio dei Ministri, che riceverà un finanziamento di 500 mila euro da investire in progetti culturali;
  • un finanziamento per il Centro per il Libro e la Lettura;
  • nascita dell’albo delle librerie di qualità a cui potranno prendere parte le librerie di vendita al dettaglio innovative e che diversificano l’offerta, occupandosi anche della promozione culturale del territorio;
  • riorganizzazione degli sconti: per l’online lo sconto passa al 5% massimo, mentre le librerie potranno promuovere una volta l’anno offerte di massimo il 15%;
  • finanziamento di un milione di euro per la formazione del personale delle biblioteche scolastiche.

Una domenica pomeriggio uggiosa, la tua canzone preferita nelle cuffie, il naso tra l’odore della carta nella tua libreria di quartiere preferita. Non è questo forse uno scenario ideale?

Fabiana Brio

 

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. elenaelaura ha detto:

    Complimenti per il post. Purtroppo, anche il costo elevato dei libri incide molto sui dati negativi della lettura.

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    1. fabianabriio ha detto:

      Indubbiamente incide anche quello. Noi cerchiamo di contribuire alla rinascita per quanto ci è possibile🙏

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  2. giusymar ha detto:

    Bellissimo post. Grazie

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    1. fabianabriio ha detto:

      Grazie mille🙏

      "Mi piace"

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